domenica 11 ottobre 2020

#Dramamania45: Personal taste a cura di Mariarosaria Guarino

  

Buona domenica! Rieccoci con le recensioni ai drama.

 


Trama

 

Jeon Jin-Ho, un architetto alle prime armi ma già pieno d'iniziativa e idee brillanti, viene sempre battuto alle gare d'appalto da un suo rivale coetaneo, Han Chang-Ryul, figlio d'un uomo d'affari che utilizza spesso mezzi sleali per favorire il figlio. Nel tentativo di risollevare il suo piccolo studio, Jin-Ho è determinato a vincere l'appalto per il centro d'arte Dam e decide di trovare più informazioni possibili sull'edificio preferito dal direttore, una villa che non è mai stata aperta al pubblico. La villa è abitata dalla giovane figlia del maestro architetto che l'ha progettata, Park Kae-In, una designer di mobili che non si fida più degli uomini da quando ha scoperto che il fidanzato Han Chang-Ryul l'ha lasciata per sposarsi con l'amica Kim In-Hee, con la quale aveva da anni una relazione. Per riuscire a impossessarsi delle informazioni che è sicuro la casa nasconda, Jin-Ho si finge omosessuale e riesce a farsi accettare come coinquilino in affitto da Kae-In. La convivenza si rivela alquanto complicata: lei è un'autentica frana in tutte le cose di casa, mentre lui è un pignolo che ama l'ordine e la pulizia. Jin-Ho tenta subito di sfruttare l'ingenuità di Kae-In per ottenere le informazioni che vuole, ma finisce con l'innamorarsi di lei: deve quindi decidere se continuare a fingere, come gli chiede anche il suo collega di lavoro e complice, oppure mettere fine alla farsa e rivelare a Kae-In quali sono i veri sentimenti che prova nei suoi confronti.

Genere: Romantico

 

Recensione

 

Ho scelto questo drama perché cercavo qualcosa di leggero e romantico, e non mi ha delusa. Si tratta di una storia senza troppi drammi, con personaggi problematici al punto giusto e ironici quando serve. Affronta tematiche delicate come quelle dell’omosessualità, ma lo fa con delicatezza, invitando a quell’apertura mentale che tutti dovremmo avere.

È una storia che spinge a mettersi in gioco tanto sul fronte dei sentimenti che in quello lavorativo, una vicenda che mostra quanto si può migliorare avendo accanto la persona giusta e quanto si possa fare di più se c’è la determinazione per migliorare. Personal taste è una serie che parla di buoni sentimenti, ma non solo, perché l’ambizione e il desiderio di vincere portano anche i protagonisti a compiere scelte sbagliate che li rendono umani e li fanno cambiare puntata dopo puntata, rendendoli unici e consentendo la nascita di quella sintonia tra lo spettatore e il personaggio che non dovrebbe mai mancare.

Ho apprezzato la trama ma anche l’interpretazione di Lee Min-Ho nei panni del giovane architetto Jeon Jin-Ho e ritengo che, in questo drama, la sua recitazione, nonché l’espressività, siano state messe in risalto dalle scene sentimentali e semplici a cui si dà ampio spazio. A mio parere in questo ruolo è risultato spontaneo, naturale e, per questo, mi è piaciuto di più che in altre interpretazioni, così come ho apprezzato molto l’affiatamento con l’attrice Son Ye-Jin, nei panni di una mitica Park Kae-in, designer sciatta e col gusto per l’orrido in fatto di vestiti.

In conclusione, Gusto personale è una storia delicata e leggera, ma anche toccante, divertente e con quella miriade di fraintendimenti che ti fanno imprecare e sorridere. È un drama da guardare tutto d’un fiato e senza spettarsi scene madri, con personaggi secondari un po' sopra i toni ma particolari, che consente di trascorrere qualche ora di sano relax in attesa del mitico e tanto atteso: “Game Over”.

 

Voto: 8 – Bello

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