lunedì 15 giugno 2020

Review Party: Il principe di Park Avenue di Louise Bay


Sognatori, oggi il blog partecipa al Review Party de Il principe di Park Avenue di Louise Bay edito Always Publishing Editore. La nostra Meg l'ha letto e recensito per noi. Scopriamo insieme cosa ne pensa.




Trama

È il Principe di Park Avenue, ma lei regna sul suo cuore.
Sam Shaw è un imprenditore immobiliare astuto e calcolatore. Rimasto orfano in giovane età, Sam ha costruito il suo impero contando solo sulle sue forze. Affascinante e seducente, è capace di conquistare le donne con la stessa abilità con cui riesce a concludere un affare.
La sua unica regola? Non innamorarsi. Soprattutto, non della bellissima Grace Astor, principessa dell’alta società di Manhattan e proprietaria di una galleria d’arte. Sam si imbatte in lei quando va in cerca di quadri per impreziosire il suo appartamento di Park Avenue, e nessuno dei due si aspettava l’istantanea attrazione che li travolge al primo sguardo. Una notte è tutto ciò che Sam e Grace condividono, ma una notte non basta.
Sam, che tiene le persone a distanza dal suo cuore consumato dal dolore della perdita, non riesce a ignorare l’interesse per la brillante donna che sembra farsi beffe dei lussi, privilegiando il duro lavoro e la passione per l’arte. Tuttavia, il desiderio di zittire la bocca impertinente di Grace con baci infuocati non basta ad abbattere le barriere erette da Sam per proteggersi dalla sofferenza. Ma lui non si accorge che il ghiaccio intorno al suo cuore si sta già irrimediabilmente sciogliendo. Riuscirà a capire che l’amore non lo distruggerà, bensì lo renderà più forte, prima che sia troppo tardi?

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Il parere di Meg (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)


Questa non è la storia di due persone ricche, di due milionari di Park Avenue, come il titolo potrebbe far credere, ma il racconto, a tratti doloroso, a tratti romantico, di una storia d’amore.

E infatti avevamo già conosciuto Grace nel romanzo precedente, definita affettuosamente dalla sua amica Harper “principessa di Park Avenue”: ma Grace non è una snob newyorkese dei quartieri alti.

È una donna che cerca se stessa provando a essere coerente con quella che fa e quello che sente; pur provenendo da una famiglia molto ricca, inizia un percorso del tutto soggettivo (attraverso l’arte) di crescita e affermazione personale e lavorativa, sacrificando anche un oggetto a lei molto caro, quale un quadro regalo di suo nonno.

Del tutto casualmente incontra Sam, miliardario self made man, e la loro connessione diventa subito un di più.

 

“Nel suo appartamento, restammo in piedi davanti al divano, mano nella mano ad ammirare la città.

«L’hai sentito?» chiese, tenendo gli occhi fissi sul panorama come se cercasse di non guardarmi. «Tra noi, alla casa d’aste.»

Sapevo cosa mi stava chiedendo. C’era qualcosa che mi attirava verso di lui, un bisogno di toccarlo, un desiderio di essere soli, insieme. Annui, e lui si voltò verso di me. «Volevo fossimo solo io e te.» Mi lasciò la mano e mi prese il viso tra le dita, accarezzandomi gli zigomi.

 «Mi piaci.»

Spostò gli occhi sulle mie labbra.

Non c’era nessun altro suono nell’aria se non quello dei nostri respiri affannati.

«Mi piaci anche tu.»

Non avrebbe dovuto piacermi, avrei dovuto ritenerlo un vizio e basta. Ma non sembrava proprio esserlo.”

 


Sam non è il classico miliardario che si è fatto da sé, ma un uomo che porta ben nascosta all'interno la sua anima e le perdite del passato: il suo non arredare l’appartamento in Park Avenue da 18 milioni di dollari (eh sì!) rappresenta la paura di attaccarsi a qualsiasi cosa, seppur materiale.

È una storia diversa dal libro precedente della serie e questo mi è piaciuto molto: l’amore di Grace e Sam cresce di pari passo alla loro passione, le scene “hot” non sono mai volgari ma gradualmente aumentano di intensità, risultando così un’evoluzione naturale del filo narrativo. Mi hanno soddisfatto molto questi due protagonisti, si completano in modo diverso: le insicurezze di Grace sono affrontate da Sam con una tenacia senza se senza ma e le paure di lui sono demolite dalla costanza e dolcezza di lei.

L’epilogo è di quelli che ci piacciono: non troppo avanti nel tempo, della lunghezza giusta, la giusta finestra che compensa l’immaginazione del lettore sul “cosa è successo dopo”.

 

Valutazione: Quattro stelle solo perché siamo profondamente invidiose di un uomo che per conquistare la sua innamorata affitta un intero museo come il Frick...quindi le stelle sono cinque eh eh!!!

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