lunedì 30 dicembre 2019

Recensione: Quello che non so di te di Francesca Redolfi

Sognatori, la nostra Kathleen ci parla oggi del romanzo di Francesca Redolfi, Quello che non so di te edito Literary Romance. Curiosi di sapere la sua opinione?


Trama

Samantha non conta più le volte in cui si è precipitata al Pronto Soccorso. Del resto, da anni ormai le parole più usate in casa sua sono “ipocondria” e “psicosomatico”, al contrario di “mamma”, la meno menzionata.
Proprio durante uno di questi momenti resta chiusa nell’ascensore dell’ospedale con un medico dagli occhi dello stesso celeste del camice, il solo capace di ritinteggiare di un bel corallo le pareti verdognole del nosocomio. Giulio, questo il suo nome, sembra capitare a proposito, perché Sam ha giurato a se stessa che sposerà un dottore, convinta che solo così potrà guarire dalla sua ipocondria.

In una Milano estiva, tra corse al triage e menzogne velate; con una coinquilina chiassosa e due sorellastre che sembrano la copia di Anastasia e Genoveffa, riuscirà Sam a nascondere la sua vera natura di malata immaginaria? E Giulio potrà amarla nonostante tutte le sue fissazioni?

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Il parere di Kathleen (prodotto fornito dall'autore senza scopo di lucro)


Cosa succederebbe se all'improvviso la vostra vita perdesse ogni colore e tutto attorno a voi fosse di colpo grigio? In ogni sua sfumatura, certo, ma pur sempre grigio.
Sareste capaci di vivere senza colori? Senza quella leggerezza che vi farebbe vedere il mondo in modo diverso?
È quello che fa da anni Samantha.
Era solo una bambina quando la sua mamma è morta lasciandola sola col papà. E da quel momento ogni cosa, ogni emozione ha perso via via colore.


COME QUANDO IL MONDO TI CADE ADDOSSO, MA TU DEVI ANDARE AVANTI COMUNQUE E VEDERE CIÓ CHE DI LUMINOSO È RIMASTO. TROVARE IL COLOR AMBRA DELL'ESTATE QUANDO ATTORNO A TE C'È SOLO UN GRIGIO CIMINIERA.


Oggi Samantha è una donna adulta di 26 anni che lavora come grafica. È andata a vivere da sola, e condivide l'appartamento con una coinquilina patita per lo sport di nome Karina che è consigliabile   “prendere a piccole dosi”.
Adora il suo papà che si è rifatto una vita con una dolce e svampita donna che a Sam piace molto, un po' meno le sue figlie: due vere stronze che non perdono occasione per denigrare o prenderla in giro.
Perché Samantha ha un piccolo problemino che conoscono in pochi: è ipocondriaca. E più spesso di quanto vorrebbe si trova costretta a correre al pronto soccorso.
Ormai è abituata ad andarci da sola, senza dover nemmeno scomodare i suoi due migliori amici, Lara, baby-sitter della Milano bene e Elia, nerd coi dreed e un sorriso contagioso che lavora insieme a lei.
È la 216° volta che Samantha si ritrova al pronto soccorso quando la conosciamo, ed è convinta di avere un principio di infarto mentre si guarda attorno pensando al verdognolo spento e malato con cui sono state dipinte le pareti dell'ospedale.
Perché anche se la vita di Sam ha perso i colori, lei li cerca ovunque, li ama, e ha preso il vizio di descrivere e vivere le sue emozioni proprio a colori.
Perché la vita senza un po' di bellezza è abbastanza deprimente, no?
Proprio quella sera, quando il dottore di turno la manda a fare una lastra e lei è costretta a prendere l'ascensore, conosce un medico col camice blu e gli occhi dello stesso colore.
È la prima cosa che nota di lui, il colore degli occhi. Che è davvero bello e non come il suo castano normalissimo.
E mentre ci pensa l'ascensore si blocca e lei va nel panico. Ma è con un estraneo e cerca di non darlo a vedere, dato che a causa delle sue paure è sempre stata etichettata come “stramba” o “fifona”.
Cerca di attirare la sua attenzione e di camuffare il suo timore di morire per la mancanza di ossigeno condividendo pensieri e perplessità sulla loro situazione.
Ma il bel dottore non pare affatto impensierito e le propone di conversare mentre attendono i soccorsi.
E così Samantha si trova ad assecondarlo e a mettere da parte le sue paure, riuscendo addirittura a instaurare un dialogo normale con tale Giulio, che stava andando a trovare la madre ricoverata per polmonite.
Per la prima volta, il nero che ricopriva le pareti di quell'ascensore, dove era sicura di trovare la sua morte, lascia il posto colori nuovi, più chiari e vivi che la fanno sentire in pace. Fino a quando non arrivano i soccorsi a tirarli fuori e ognuno di loro torna alla propria vita.


QUEL DOTTORE MI HA FATTO DIMENTICARE DOVE FOSSI. ED È RIUSCITO A MUTARE IL GRIGIO IN CORALLO. COSA CHE NON MI SUCCEDE TUTTI I GIORNI.


Non male come inizio, vero?
Beh, mettetevi comodi, magari con una bella tazza di tè caldo e biscotti e continuate a leggere le avventure di Sam. Perché la nostra ragazza fifona, piena di limitazioni psicologiche e rinchiusa in una quotidianità che spesso la opprime è destinata a grandi cose.
Un giorno infatti, per fare un favore al suo amico Elia, accetta di accompagnarlo in un parco divertimenti al posto della sua fidanzata. Dopo svariati battibecchi esilaranti tra i due, e dopo averlo convinto che una panchina sarebbe stata l'ideale per lei mentre lui si divertiva sulle giostre pericolose, Sam cade a terra sbucciandosi le ginocchia e a soccorrerla, altri non sarà che Giulio.
È al parco con una graziosa bambina che ben presto si scoprirà essere sua nipote e che prenderà in simpatia Sam fin da subito.
Immaginate già come andrà a finire?
Non fate i sapientoni. Sam è sempre Sam.
Ma la piccola Mia farà breccia nel suo cuore e, prendendola per mano, la condurrà verso un pomeriggio diverso dal solito e ricco di divertimento.
Per qualche strano motivo lei e Mia instaurano un feeling dolce e profondo e Samantha, accanto a Giulio e al suo modo di fare e di guardarla negli occhi, vede mille colori attorno a sé. E questi colori cancellano un pochino le sue paure, tutto il grigiore a cui era abituata e la fanno sentire diversa. Coraggiosa.
Ma questo è solo l'inizio di una lunga storia che vi farà ridere, emozionare, disperare e riflettere.
Una vita, quella di Samantha, Giulio e Mia che riempirà il vostro cuore, il vostro tempo e non vi permetterà di restare lontano da loro per molto.
La scrittura è talmente fluida, curata, dettagliata e ricca di sensazioni e colori che li vedrete coi vostri occhi, potrete addirittura toccarli e farli vostri.
Le paure non sono facili da affrontare, ma bisogna avere coraggio, trovare quello spiraglio di luce anche nella notte più buia che abbiate mai visto.
Guardare in faccia le proprie paure richiede un percorso duro e tortuoso che Sam vi farà vivere e che insieme a lei, percorrerete passo dopo passo.


PERCHÈ POI CERTE VOLTE PASSA TANTO TEMPO CHE TI DISABITUI ALLE COSE CHE LUCCICANO, E QUANDO UN GIORNO TE LE RITROVI LÌ SEMBRA CHE NON SIANO MAI ESISTITE. INVECE ERANO SOLO SEPOLTE DA QUALCHE PARTE CHE NON SAPEVI. E POI QUALCUNO, UN GIORNO, SI È PRESO LA BRIGA DI RIPORTARLE SU E ILLUMINARLE.


Assolutamente da leggere.

Valutazione: 5 stelle!

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