martedì 15 ottobre 2019

Recensione: La mercante di ricordi di Sara Purpura e Simona Liubicich

Buongiorno, cari lettori.
Oggi vi parlo di un libro che mi ha sconvolto. In senso positivo, eh? Venite a scoprire con me La mercante di ricordi nella nuova veste.
 

Trama

Edimburgo. Scozia.
Kenna e Aidan sono una coppia felicemente sposata. Col tempo, però, l’ambizione personale di entrambi cambia quel mondo così apparentemente perfetto. La morte del figlio Ian distrugge tutto ciò che avevano creato e quello che li aveva uniti un tempo si trasforma in odio, fino all’inevitabile separazione.
Ognuno fa i conti a proprio modo con il lutto e intanto trascorrono tre lunghi anni nei quali ogni giorno il dolore della perdita si rinnova. Eppure, il ricordo di ciò che li ha uniti è ancora lì, vivo come sono ancora vivi Aidan e Kenna.
Grazie al piccolo banco di legno che vende gli aeroplani tanto amati dal loro bambino, la magia del Natale potrebbe essere la porta che dovranno aprire insieme per ritrovarsi, soprattutto per perdonarsi.
La mercante di ricordi è la storia straziante di un sentimento che ha innumerevoli sfaccettature tra cui quella devastante della perdita e quella salvifica del perdono.

Una storia vera come può essere il dolore.
Una storia vera come può essere l'amore.

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Il parere di Anna Z (prodotto acquistato)


Era da molto tempo che un libro non mi prendeva allo stomaco e mi restava dentro per giorni e giorni. Con questo è successo. Ho avuto l'onore di leggerlo in anteprima e, man mano che andavo avanti, non potevo far a meno di sospirare, singhiozzare, sospirare e ancora sospirare. Una storia dura, straziante, che parla di una coppia che ha l'occasione di ricominciare. Una storia che ha l'avvio nel punto in cui di solito si concludono le altre storie. Quando leggiamo un romanzo, in genere lasciamo i protagonisti felici e contenti (non sempre, ma nel romance mediamente è così). 
Qui si apre una finestra su quello che succede dopo, sulla tragedia, sul dolore, sulla separazione. E sull'amore che supera tutto, anche il baratro più nero.

"...mi sentivo fragile, un pezzo di cristallo andato in frantumi e ricomposto alla buona, e il mio cuore si era spento. Batteva finché non avessi trovato il coraggio di metterlo a tacere, ma il fatto che in qualche modo avessi smesso di ascoltarlo mi aveva resa più codarda. Pertanto, non avevo trovato il coraggio di farla finita, né probabilmente mai l’avrei trovato" 

Una scrittura che scava dentro i personaggi e che lascia un marchio indelebile nel lettore. Le parole mi muoiono sulla tastiera perché, davvero, non saprei come descrivere questo libro senza fargli un torto. Indimenticabile. Ecco, forse è questa la parola giusta. Indimenticabile e prezioso, un dono per l'anima e il cuore. Una finestra sulla parte più oscura di noi e sulla voglia di ricominciare a vivere anche quando le ragioni vengono a mancare.
Cinque stelle è riduttivo. Un libro che porterò per sempre nel mio cuore.

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