martedì 16 febbraio 2021

Recensione doppia: Tutto a posto tranne l'amore di Anna Premoli

Sognatori, oggi vi parliamo del nuovo romanzo di Anna Premoli, Tutto a posto tranne l'amore edito Newton Compton Editori. Pronti a leggere la recensione doppia di Milena e Martina?

 


Trama

Ludovico Paravicini è decisamente prevenuto in fatto di donne, ma chi non lo sarebbe, al posto suo? L’epilogo del suo grande amore è stato infatti davvero infelice. In una parola: divorzio. E per giunta non è stato nemmeno amichevole: Ginevra, la sua ex moglie, anni fa ha fatto armi e bagagli e preteso da lui un lauto assegno di mantenimento, autorizzandolo a pensare il peggio di lei. E adesso Ludovico sarebbe ben lieto di continuare a nutrire questa convinzione. Ma all’improvviso Ginevra ricompare e sembra molto determinata a fargli cambiare idea. A volte capita che le persone che si pensa di conoscere meglio riservino delle sorprese assolutamente imprevedibili. E non è detto che queste sorprese siano negative…

Link per l'acquisto: https://amzn.to/3ovSBI4

 

Il parere di Milena (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)  


Un romance ambientato durante il lockdown dello scorso marzo è una scommessa vera e propria tra autrice e lettori. In queste righe cercherò di raccontarvi le mie impressioni sul nuovo romanzo di Anna Premoli, edito da Newton Compton Editori.
Ma partiamo dall'inizio, chi sono i protagonisti di Tutto a posto tranne l'amore?
Lui è Ludovico, imprenditore di estrazione borghese, prossimo ai quaranta e divorziato da una moglie che lo ha tradito. È il classico uomo italiano che affoga i dispiaceri nel cibo, che si sente ancora figlio e non ha il coraggio di emanciparsi completamente dalla madre. Sembra arrivare a capire sempre con un attimo di ritardo, si nasconde dietro il sascasmo e si crogiola nella sua pigrizia. A Roma si dice "uomo di panza, uomo di distanza" e Ludovico è un po' così, un bonaccione amante del carboidrato. Nel complesso è un personaggio ben inquadrato, certo non è il maschio alpha che spesso si trova nei romanzi rosa, ma questo, per me, è una nota più che positiva.
Lei è Ginevra, oggi interior designer, ieri sposa di Ludovico. Da moglie e casalinga si sentiva inferiore per estrazione sociale al marito, lo percepiva lontano e cercava di attirare la sua attenzione. Il risultato è stato un tradimento. Oggi Ginevra vuole dimostrare al suo ex di essere una donna indipendente e di saper badare a se stessa. Obiettivo lodevole, non c'è che dire, ma il suo modus operandi è sempre quello del sotterfugio, non affronta di petto il problema, lo aggira con l'aiuto di altri personaggi, lo rincorre senza però ammetterlo con il diretto interessato. Non sono entrata in empatia con lei, non l'ho capita e non ho compreso il perché delle sue azioni.
Ludovico e Ginevra sono due ex, per loro stessa ammissione non risolti, che, per vie traverse, si riavvicinano.
Vivono in una Milano fatta di file al supermercato per approvigionarsi, di signore bene che assumono arredatrici, strade e Navigli deserti.
Una nota di merito per Giacomo, alias Jack, aka Attila, il simpatico Jack Russell che Ludovico è costretto a sopportare. Avendo due terrier, devo dire che il cagnolino è una rappresentazione perfetta del carattere di questi cani fieri, coccoloni ma al tempo spesso dispotici, e un po' folli!
Ammetto di aver fatto fatica a leggere questo romanzo. La trama incede lenta, i dialoghi sono costruiti in alternanza a riflessioni spesso lunghe e didascaliche, che rallentano la lettura. Gli argomenti si ripetono, rendendo superflue molte informazioni, riportate ogni volta. Raccontare una storia di rinascita di un amore, non potendo fare muovere i personaggi liberamente nel loro ambiente, non è semplice, ciononostante mi sento di dire che interpretare con una certa libertà le norme messe in atto dal governo per arginare l'emergenza sanitaria non sia la scelta migliore.
Ho trovato, invece, molto vere e ben descritte le emozioni contrastanti e le conseguenti riflessioni che il lockdown ha generato nei protagonisti.
Proprio per questo motivo, la mia opinione è che forse questo romanzo avrebbe potuto trovare una casa migliore in un contenitore diverso. Lo avrei visto bene, approfondito con una visione meno leggera, come opera di narrativa generale, ad esempio, o come romanzo sentimentale, senza i topos del romanzo rosa che, in questo caso, risultano limitanti.
Ovviamente questo è solo il mio pensiero ed è sicuramente inficiato dalla realtà che ancora oggi stiamo vivendo.

Voto: 3 stelle.


Il parere di Martina (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)  

 

Vi è mai capitato di sentirvi terribilmente controcorrente? A me capita con i romanzi di Anna Premoli, che scrive un genere che adoro e che è amata da tantissime lettrici rosa. Eppure, non è mai scattata la scintilla tra me e i suoi personaggi. Così, per ricredermi, ho voluto cimentarmi in questa nuova lettura "Tutto a posto tranne l'amore", che però, purtroppo, non ha fatto che confermare lo scarso feeling che ho con l'autrice.

I protagonisti sono Ludovico e Ginevra, due ex coniugi, ancora invischiati in noiose questioni legali su assegni di mantenimento e bizzarre vicende che li accompagnano. Il romanzo racconta il loro riavvicinamento, annunciato sin dalle prime righe, incorniciato dalla strana atmosfera del lockdown della scorsa primavera. Quest'ultimo viene spesso utilizzato per creare situazioni che dovrebbero risultare divertenti… dovrebbero, perché non mi è sembrato altro se non una serie di luoghi comuni che ormai mi fanno alzare gli occhi. Insomma, non mi è arrivata l'ironia che certe scene dovrebbero portare con sé. Videochiamate ed espedienti assurdi per poter uscire di casa fanno da protagonisti nell'intera storia, susseguendosi a volte in modo un po' ridondante e ingiustificato. Il che è un vero peccato, perché il ritmo narrativo viene rallentato per circa l'80% del romanzo, tanto che ho fatto una fatica immane a proseguire.

Nell'ultimo 20%, invece, esce finalmente la storia d'amore che tanto aspettavo, risollevando il tono del romanzo e il mio umore, di conseguenza.

Nulla di particolarmente originale, insomma, ma una storia annunciata dall'inizio che avrebbe potuto anche sfociare in qualcosa di carino, se non ci si perdesse in lunghissime digressioni e monologhi dei protagonisti, che risultano ripetitivi e per nulla in grado di rendere la loro interiorità psicologica ed emotiva.

Mi dispiace ammetterlo, ma di questo romanzo si salva davvero poco, a mio parere. Sarà forse il ritmo lento che appiattisce la storia e i suoi protagonisti, l'accozzaglia di personaggi secondari che sbucano in momenti inaspettati e senza un vero scopo, la distanza tra Ludovico e Ginevra che finisce per essere anche la nostra distanza rispetto a loro. Non c'è batticuore, non ci sono sospiri, se non in un breve scorcio finale. È qui che si intravede l'autrice tanto amata di cui parlano le lettrici, perché la conclusione è degna di una favola, così come la scintilla che scoppia quando i due protagonisti finalmente si incontrano.

Tuttavia, tra improbabili vicine impiccione, madri invadenti, cani adottati solo come lasciapassare, corsi in palestra drasticamente infantili, non sono riuscita ad apprezzare la storia, pur nella sua scrittura formalmente corretta e teoricamente ironica. Ho compreso le intenzioni dell'autrice di raccontarci una storia di seconde occasioni, di cambiamento di prospettive e di crescita interiore. Tuttavia, è tutto mal dosato e finisce per sfociare in un "troppo" che mi ha lasciato l'amaro in bocca.

 

Valutazione: tre stelle

Nessun commento:

Posta un commento