mercoledì 21 aprile 2021

Recensione: She's my drama di Angela Contini

Sognatori, la nostra Mariarosaria ci parla oggi del romanzo di Angela Contini, She's my drama. Curiosi di scoprire tutto?


Trama


La vita di Cassie, figlia di un'algida avvocatessa che tiene le redini della sua esistenza fin dalla nascita, è organizzata nei minimi dettagli. Sa quando dovrà sposarsi, con chi e quanti figli avere, ma il suo fidanzato pare non pensarla allo stesso modo e quando la lascia per una ballerina di pole dance, crea il caos totale. Cassie è costretta a fare i conti con sé stessa e con quello che vuole davvero. Ad aiutarla nell'impresa, suo malgrado, ci penserà Joon-jae, collega di lavoro coreano, dal taglio d'occhi penetrante, trasferito a Napoli dalla lontana Asia, che prima le offrirà vitto e alloggio e in seguito le proporrà di seguirlo in Corea per cominciare una nuova vita, continuando a lavorare per la multinazionale coreana in cui era impiegata a Napoli. Cassie, da sempre appassionata della cultura dell'intrattenimento televisivo e musicale coreano, non ha dubbi: il suo è un sì, ma una volta in Corea, scoprirà che Joon-jae non è chi dice di essere e, soprattutto, che sta per sposarsi con Min-ji, una ricca ereditiera. È proprio un peccato, perché nel frattempo Cassie si è presa una bella cotta per lui.
Min-ji dal canto suo, sa benissimo cosa non vuole: il matrimonio con un uomo che non ama. Da anni è innamorata di Raeon, leader dei Cosmo, un gruppo di affermati idol che domina le scene del K-pop, ma la loro è una storia impossibile, osteggiata dal severo padre di lei, che la vuole sposa di Joon-jae per convenienza.
È possibile che il vero amore trovi comunque la strada per affermarsi, nonostante matrimoni combinati e cotte impreviste? Cassie avrà tutto il tempo per scoprirlo, in un viaggio che la condurrà esattamente dove avrebbe voluto essere: nel suo personale drama.

 

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Il parere di Mariarosaria (prodotto fornito dall'autore senza scopo di lucro)

 

Da un po' di tempo non mi dedicavo alla lettura, presa dai tanti impegni, ma quando ho sentito che sarebbe stato pubblicato il nuovo romanzo di Angela Contini e che la storia era in parte ambientata in Corea non ho potuto non scalpitare per leggerlo.
She's my drama è un libro che cattura e incuriosisce sin dalle prime pagine soprattutto, a mio parere, per il modo in cui è strutturato, perché non solo troviamo dei punti di vista alternati che ci consentono di guardare gli avvenimenti con gli occhi dei personaggi ma, all’inizio di ogni capitolo, l’autrice ci indica i brani di una stupenda playlist che, di volta in volta, accompagna le pagine e crea l’atmosfera giusta per farcele apprezzare al meglio.
La storia parte da Napoli dove incontriamo Cassie, una donna la cui vita sembra già programmata da una madre di successo e che, all’improvviso, viene sconvolta da un fidanzamento andato a monte. L’esistenza e la quotidianità di Cassie, incentrata per lo più sull’assecondare i piani di una donna che punta solo alla scalata sociale, viene infatti demolita quando Alessandro, il fidanzato scelto e affiancatole dalla famiglia, decide di lasciarla. Capire che il loro non era vero amore e scoprire, dalle parole di lui, che può esistere il modo di essere felici accanto alla persona giusta, cambia la vita di Cassie e tutto diventa più problematico quando, nel quadro generale, subentra l’affascinante supervisore Lee Joon-jae, Coreano portato a Napoli da un progetto importante di lavoro, quest’uomo dalla bellezza unica e gli occhi da felino si ritrova di punto in bianco, senza che lo abbia davvero programmato, invischiato nella vita di Cassie. All’inizio, freddo e indifferente, non riesce a lasciare la ragazza, della quale ha cominciato a intuire il vero carattere, nelle grinfie di una madre dispotica e, per aiutarla, si ritrova a portarla con sé in Corea.
La lingua lunga di Cassie, il fatto che non riesca a non tenergli testa e rispondergli a tono, e il fatto che continui a farlo anche quando scopre chi sia davvero Joon-jae, lo turba e lo attrae, facendolo avvicinare sempre di più alla persona che, più di tutte, sembra in grado di fargli vedere la vita per quella che è davvero, spingendolo a desiderare di viverla. Lee Joon-jae è attirato dal modo in cui Cassie ha reagito al ricatto di una madre che l’ha trattata senza amore né rispetto, affascinato dal fatto che lei abbia rinunciato a ogni cosa pur di ricominciare e, proprio questo atteggiamento, lo spinge a mettere in dubbio, pagina dopo pagina, se stesso e il modo in cui affronta la vita.
Tra qualche parola napoletana, piccoli scontri e situazioni che faranno entrare Cassie in quello che davvero sembra un drama, la storia scorre veloce, senza intoppi, mostrandoci scorci sulla formale cultura coreana, forte della scrittura fluida dell’autrice e della narrazione in prima persona, che consente di entrare in empatia con tutti i personaggi presentati. Ho adorato i riferimenti al k-pop, il fatto che venga presentata una band e che ci siano tutti gli elementi tipici di un drama, dalle suocere senza cuore agli uomini d’affari spietati.
La storia di Cassie e Joon-jae, che pian piano si sviluppa consentendo ai protagonisti di prendere coscienza dei loro sentimenti, si affianca a quella di Min-ji e Raeon, mostrandoci anche un amore tormentato, oltre che uno per cui vale la pena combattere e dicendoci, tra le righe, che siamo noi a decidere chi essere e nessuno può imporci scelte che non desideriamo.
Della storia ho apprezzato molto il fatto che possa essere letta senza problemi anche da chi non ha mai guardato un drama, grazie alle note a margine che consentono, attraverso spiegazioni precise e semplici, di avvicinarsi alla cultura coreana e a un mondo che affascina proprio perché differente dal nostro. Unica pecca, se posso definirla in questo modo, è che se Napoli rappresenta il punto di partenza della storia e non mi aspettavo di visitarla, confidavo invece di scoprire Seoul e, invece, la città non viene mostrata. Se fosse successo a me, come a Cassie, di trovarmi all’improvviso in un paese che ho sempre e solo guardato in TV, finendo con l’amarlo pur non avendolo mai visitato, avrei visto e fatto qualunque cosa, mentre nel romanzo questo aspetto viene solo accennato e mi è dispiaciuto non poter vedere, attraverso gli occhi della protagonista, quello che avrebbe reso tutto molto più reale, trattandosi di un’appassionata di drama.

 

Valutazione: 4,5 stelle!

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