giovedì 7 gennaio 2021

Recensione in anteprima: Un perfetto colpevole di Sarah A. Denzil

Sognatori, la nostra Alex ci parla oggi in anteprima del romanzo di Sarah A. Denzil, Un perfetto colpevole edito Newton Compton Editori. Curiosi di sapere tutto?



 

Trama

 

«Saprai presto chi sono». Un sussurro roco nel cuore del­la notte, che proviene dalla stanza accanto.
È la voce di uno sconosciuto riprodot­ta dal registratore ambientale che So­phie ha fatto installare, perché ha la terribile sensazione che qualcuno la stia stalkerando. Solitaria per natura, Sophie passa le giornate nella scuola elementare dove insegna o in casa a prendersi cura della madre, amma­latasi precocemente di Alzheimer. È una routine impegnativa, che le lascia poco tempo per sé stessa. Ma il gior­no in cui Sophie decide finalmente di andare a un appuntamento galante, cominciano ad accadere cose strane. Trova un bottone in giardino. Un’im­pronta sulla parte esterna di una fine­stra. Inoltre la madre è piena di lividi e, in stato confusionale, continua a dare la colpa a un’ombra.
E poi c’è quella voce…
Con alle spalle un’infanzia turbolenta, Sophie comincia a chiedersi se sua madre stia solo fingendo di essere malata per continuare a torturarla… Ma che razza di madre farebbe una cosa del genere a una figlia? E che dire dell’uomo che ha incontrato onli­ne? Per scoprire la verità, Sophie do­vrà indagare sul suo passato, ma la verità a volte è più pericolosa della menzogna…

 

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Il parere di Alex (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)

 

Quando leggo il nome di questa autrice, le aspettative sono altissime e sono felice che queste non siano state disattese.

La storia di Sophie è difficile da raccontare. Non è la solita giovane donna di successo, non ha una sfilza di corteggiatori sulla porta, non ha una famiglia pronta a sorreggerla nei momenti bui della vita. Sophie è sola.

La sua infanzia, mostrata attraverso spezzoni di ricordi, descrive una solitudine al quale lei non ha mai avuto il coraggio di ribellarsi. Sminuita e maltrattata dalla madre per ogni azione compiuta, non si è mai sentita amata, ma nonostante questo, quando lei si ammala di Alzheimer, Sophie decide di prendersene cura. Finirà con l'annullarsi completamente, dedicando la propria vita alla donna che senza nessuno scrupolo le ha negato il sogno di una famiglia.

La maniera in cui la malattia di Alzheimer è stata affrontata mi ha molto colpito, non tanto per la descrizione della stessa, ma per quello che comporta nella vita delle persone che seguono gli ammalati. Quel dolore, quell'impotenza, quegli enormi rospi ingoiati e soprattutto quei sentimenti negativi che è NORMALE provare quando si è sopraffatti dalla tristezza.

Tante volte avrei voluto prendere Sophie per le spalle e urlarle di reagire, ma nello stesso momento comprendevo il suo blocco psicologico e quella sensazione asfissiante di reclusione.

La trama del thriller è ben strutturata, non originalissima a mio avviso e senza grandi momenti di suspense, ma comunque scorrevole e semplice da interpretare. Avrei maggiormente sfruttato l'argomento stalking, per aggiungere un po' di brivido, ma mi rendo conto che essendo molti i tasselli da incastrare sarebbe diventato complicato.

Il finale mi ha lasciato con l'amaro in bocca, sono sincera, ed è solo per questo motivo che non assegno cinque stelle. Non è chiaro, oltre a risultare piuttosto frettoloso rispetto al resto del libro. Credo e spero che si tratti di un finale che prevede un sequel, perché lascia tanti punti interrogativi che da amante del thriller devo assolutamente vedere risolti. Il modo in cui è stato descritto lo stile di vita del “personaggio secondario" mi lascia comunque ben sperare.

Complimenti all’autrice per questo nuovo lavoro. Confermo la stima nei suoi confronti per lo stile semplice e la leggerezza dei dialoghi: lineari e diretti. 

 


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