martedì 1 giugno 2021

Recensione: Crashed Ice di Lorella Diamante

Sognatori, la nostra Meg ci parla oggi del romanzo di Lorella Diamante, Crashed Ice edito Dri Editore. Vediamo insieme dettagli e opinione.





Trama


Sono la stella più luminosa dell'hockey americano, ma il mio mondo è in frantumi.
Dopo un pugno in faccia al mio capitano sono fuggito via, lontano da casa e dalla mia squadra.
Non sono pentito.
Ho accettato una sfida quasi impossibile per riprendermi in mano la carriera.
E in tutto questo casino due occhi sinceri e pieni di mistero si insinuano nella mia vita come lame sul ghiaccio.
Io rincorro il mio futuro.
Lei scappa dal suo passato.
Mi chiamo Ian Newell e questa è la mia vittoria.

 

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Il parere di Meg (prodotto letto in ku) 

 

Lorella Diamante ritorna da noi lettori con il secondo volume di questa sport series, questa volta ambientato nel mondo dell’hockey su ghiaccio e in Canada.
Helena, la protagonista, è all’apparenza una giovane ragazza madre, che vive in un semi-interrato, lavorando come cameriera; Ian è lo sportivo, ricco e donnaiolo, che per caso finisce a mangiare nel locale dove lei lavora a Toronto. E fin qui sembrerebbe il solito sport romance, con una trama letta e riletta. Ma come ho scritto è all’apparenza: Helena è una donna che, nonostante abbia subito una violenza, la peggiore che possa capitare ad una donna, ha scelto sua figlia e il suo amore per lei.
Con grande fatica vive la sua volontaria solitudine proprio per proteggere la piccola Nina e l’incontro con Ian le fa capire che forse c’è ancora una possibilità per lei, che può ancora sentirsi “normale”.

 

«Dopo anni e anni di solitudine e di paura avevo trovato un ragazzo che mi ispirava fiducia, simpatia e un’attrazione spaventosa. Non volevo sprecare quell’occasione. Perché quella sembrava: un’altra occasione, o forse la prima. La vita mi stava dando una chance di ricominciare tra mille difficoltà, ma se non avesse accettato mia figlia non ci sarebbe stata nemmeno la speranza.»

 


Non è solo una violenza fisica quella subita da Helena; l’autrice descrive, al tempo stesso con delicatezza e profondità, la manipolazione che esiste nel rapporto allenatore-atleta. Per molti infatti nello sport a livello agonistico, si crea questa sorta di legame malato, che non emerge e che può distruggere una giovane vita in tanti modi, dalla perfezione fisica alla violenza mentale, ed Helena ci conquista proprio per la forza e la serenità con cui ha deciso di vivere il suo essere madre, con le sue insicurezze, ma anche con la voglia di tornare a vivere.
Ian ha un passato di solitudine familiare: figlio a sua volta di due atleti di successo, che nella genitorialità hanno visto solo un intoppo alle loro rispettive carriere, famoso e talentuoso a sua volta, cerca un nuovo inizio a Toronto.

 

«Eravamo uguali noi due. Sorrisi amaramente per quella conclusione tanto banale quanto sorprendente. Ian era un campione e un leader sul ghiaccio, ma nella vita di tutti i giorni era un ragazzo ferito dalle persone che avrebbero dovuto proteggerlo, esattamente come me.»





La reticenza e i segreti di Helena lo spingeranno a chiedersi cosa vuole davvero per se stesso, portandolo ad una crescita attraverso le pagine, non banale e mielosa.

 

«Mi fissò con quegli occhi azzurri così belli, così tristi e così pieni di …amore. Di nuovo ebbi quella sensazione meravigliosa di essere amato e voluto. Mi guardava con una tale intensità in certi momenti. Chissà se me la meritavo.»

 



Una storia che l’autrice ha saputo rendere particolare, con personaggi e situazioni bilanciate, senza cadere nell’ovvio.
I POV sono alternati in prima persona, con dialoghi fluidi, che ci regalano una lettura piacevole.
Questo secondo volume è slegato dal primo, sia per la tipologia di sport che personaggi e può essere letto autonomamente.

 



Valutazione: cinque stelle.

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