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mercoledì 22 aprile 2026

Recensione: Bad Romance. Illusione proibita di Claudia Castiello

Sognatori, la nostra Kira ci parla oggi di Bad Romance. Illusione proibita di Claudia Castiello, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?




Trama

James e Lolita si provocano e si sfidano sempre. E se detestarsi è facile, resistersi è impossibile.
James, il più giovane degli Hawthorne, è sempre stato uno spirito libero: incapace di restare nello stesso posto troppo a lungo, vive inseguendo l’avventura e fuggendo da qualsiasi responsabilità. Ma quando il suo migliore amico JJ deve partire e gli affida la sorella adottiva diciannovenne Lolita, perseguitata da uno stalker, James si ritrova intrappolato in un incubo: bloccato a New York, è costretto a badare a lei e a farle da guardiano. Per Lolita la situazione è ancora più complicata. Da anni ha una cotta ingombrante per James, ma preferirebbe morire piuttosto che rivelarlo. L’orgoglio è la sua corazza, e l’idea di mostrarsi vulnerabile davanti a lui la terrorizza più dello stalker che la tormenta. Così, per proteggersi, veste i panni della ragazza impertinente e insofferente alle regole, soprattutto alle sue. James, ignaro di tutto, la considera soltanto una ragazza impulsiva, testarda e pronta a superare qualsiasi limite. Tra loro, almeno all’apparenza, è odio a prima vista. Eppure, tra battibecchi, frecciatine e dispetti, qualcosa cambia. La scintilla scatta quando meno se l’aspettano, rendendo impossibile ignorare l’attrazione che cresce giorno dopo giorno. Detestarsi è facile come respirare… Ma se lo fosse anche amarsi?
«Lolita era letale come un veleno di cui non si conosceva l’antidoto, come l’abisso con i suoi ignoti pericoli. Bella come una dannazione, tentatrice come un peccato che non vedevo l’ora di compiere.»

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Il parere di Kira (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)




Devo ammettere di aver trovato il libro abbastanza strano fin dalle prime pagine, mi spiego meglio.
Mi è sembrato molto, molto confusionario e difatti ho fatto piuttosto fatica a immergermi nella storia perché non riuscivo a trovare collegamenti necessari affinché potessi riscoprirne la bellezza ma in primis proprio il senso, ad essere sincera.
Poi, andando avanti con la lettura, mi sono un tantino ritrovata nel mezzo di una storia con un senso più compiuto, ad esempio sono giunta alla realizzazione, dopo vari capitoli che secondo me risultano strampalati, che i protagonisti principali sono Lola che viene chiamata Lolita dal protagonista maschile James e appunto quest’ultimo, il quale ha un carattere molto strambo visto che si comporta nei suoi confronti come se fosse il suo aguzzino.
C’è da dire che di positivo, nel romanzo, a mio avviso, vi è la componente drammatica visto che Lola fin dal principio sappiamo essere perseguitata da uno stalker che però non entra in scena nel modo in cui avrei immaginato.
Oltre a questo però, devo sottolineare, che il linguaggio non mi ha colpito per niente a parte quando proprio bisognava rendere più efficaci i contenuti e utilizzare parole più colorite di altre ovviamente, ma per il resto ho trovato le scelte un tantino azzardate e fin troppo fuori luogo.
Un punto positivo invece sta nel fatto che Lola ama la danza e inoltre non solo la pratica a livello di ballerina ma la insegna anche all’interno di una sua crew gestita proprio da lei e da altre persone. Nei capitoli dove questo emergeva in maniera più ampia ho apprezzato molto di più il romanzo, invece mi è piaciuta molto meno la scelta dell’autrice di avviare una storia amorosa ma impregnata d’astio e diffidenza, soprattutto all’inizio, infatti non mi ha quasi coinvolta per niente.
Di negativo, secondo me, c’è che la storia tra l’altro è fin troppo estesa e corposa e generalmente io amo molto i romanzi che contengono molte pagine ma qui secondo me si è andati avanti fin troppo quando in realtà si poteva accorciare la narrazione evitando di essere infatti prolissi e soprattutto abbastanza tediosi e anche ripetitivi.
Mi dispiace sempre quando devo giudicare e recensire un romanzo quasi totalmente in negativo ma purtroppo questa storia non fa per me, anche se devo dire che l’autrice sicuramente ha lavorato parecchio sui contenuti e su molti altri aspetti, però a me non è arrivata nemmeno l’emozione di una storia particolare.


Voto: 3 stelle.

martedì 14 aprile 2026

Recensione: Forse tu di Briar Prescott (Until Vol. 3)

Sognatori, la nostra Kira ci parla oggi del romanzo Forse tu di Briar Prescott, edito Triskell Edizioni. Pronti a scoprire tutti i dettagli?




Trama


Wren vive seguendo una regola d’oro: testa bassa, zero distrazioni e una solitudine accuratamente difesa. Ma non ha fatto i conti con il ciclone Sutton Holland.
Sutton è tutto ciò che Wren detesta: arrogante, viziato, immaturo e orgogliosamente superficiale. Non si preoccupa di piacere agli altri, anzi, sembra fare di tutto per risultare sgradevole e offensivo. Wren non ha dubbi: un uomo così non potrà mai far parte del suo mondo ordinato.
Tuttavia, il destino ha altri piani e costringe Wren a guardare oltre la maschera di Sutton. Più i due passano tempo insieme, più i sospetti aumentano: e se l'arroganza fosse solo un'armatura? Se Sutton fosse solo un fenomenale bugiardo che nasconde un cuore inaspettato? Forse, dietro quel caos fastidioso, si cela l'unica cosa che Wren non sapeva di stare cercando. Riusciranno a lasciarsi alle spalle i pregiudizi prima che sia troppo tardi?

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Il parere di Kira (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Devo dire che a inizio romanzo, perlopiù nel prologo, ho avuto attimi di smarrimento perché non riuscivo a capire a fondo la storia, mi sembrava un tantino confusa e fin troppo strana, e così anche per alcuni capitoli successivi.
Poi per fortuna c’è stata un’impennata e anche un impatto emotivo abbastanza notevole, infatti mi sono piuttosto ricreduta e ho trovato la storia molto particolare anche se ad esempio il linguaggio mi è parso un pochino troppo volgare a volte, quando in realtà l’autrice avrebbe potuto utilizzare sinonimi più aggraziati.
Malgrado questo, comunque, sono consapevole che il romanzo non ruota tutto attorno alla sessualità per fortuna, ma è incentrato anche su tematiche importanti quali la violenza domestica.
I protagonisti assoluti di questo romance M/M sono Wren e Sutton, che si conoscono in modo molto bizzarro e proprio per questo il libro è strano e a volte poco comprensibile, perché per entrare nel vivo della storia è come se ci volesse molto tempo e ci fosse poca credibilità. Wren e Sutton sono diversi tra loro e presto se ne renderanno conto, ma comunque andranno d’accordo ugualmente e in seguito si frequenteranno nonostante i vari problemi che si creeranno.
Di Wren mi è piaciuta la sensibilità e il fatto che sia praticamente una vittima della società, sembra un reietto e una persona cui il mondo deve restituire indietro la maggior parte delle cose, mentre Sutton appare, soprattutto all’inizio, sfacciato e presuntuoso e quindi mi è piaciuto molto meno.
Andando avanti con la lettura però si comprende bene che Sutton in realtà ha un passato non facile e cerca di fare il duro con sé stesso e con gli altri per cercare di cancellare e mascherare il dolore che sente dentro, nel suo animo, invece Wren porta veramente su tutto il corpo cicatrici di ustioni di terzo grado dovute ad un incendio domestico avvenuto quando era giovanissimo.
Le attitudini di Wren, il modo in cui parla e il modo in cui disegna abilmente volatili soprattutto quando si ritrova in giro per i parchi d’America, luogo in cui è ambientato il romanzo, mi hanno conquistata molto più di Sutton, però alla fine mi sono ricreduta anche su quest’ultimo, riscoprendo la bellezza della sua infatuazione e poi dell’innamoramento verso Wren, in uno slow burn davvero d’eccezione.
Se però i sentimenti tendono, per Sutton, a risvegliarsi lentamente, per Wren accade l’opposto, e questo lo fa sentire a disagio e molto sofferente. In un mix di emozioni contrastanti, odio e amore e difficoltà nell’aprirsi all’altro, scoperte sessuali ed emotive e sensazioni di ribellione particolarmente accentuate, il romanzo riesce a catturare l’attenzione del lettore e far parlare di sé.

Voto: 4 stelle.

lunedì 6 aprile 2026

Recensione: Get it together di Shelby Rhodes (The Undead Detective Agency Libro 1)

Sognatori, la nostra Kira ci parla oggi di Get it together di Shelby Rhodes, edito Triskell Edizioni. Pronti a scoprire tutti i dettagli?





Trama

Octavius Evander è un vampiro più antico degli antichi romani, ma ha la maturità di un adolescente entusiasta e un piano decisamente folle: fondare la Undead Detective Agency.
Essere un predatore millenario non significa necessariamente saper gestire la burocrazia. Octavius ha dimenticato licenze, uffici e un piano aziendale solido, ma è pronto a tutto pur di tuffarsi nei misteri del mondo paranormale. Tra una segretaria letale e la ricerca di una squadra improbabile, il suo unico vero obiettivo è sconfiggere la noia dell'eternità.
Tutto cambia quando al colloquio per il posto di autista si presenta Turney. È umano, è bellissimo ed è totalmente all’oscuro dell’esistenza di creature soprannaturali. Assumerlo è un rischio che potrebbe esporre l'intero mondo occulto, ma il desiderio di averlo vicino è più forte di qualsiasi prudenza.
Riuscirà Octavius a proteggere il suo segreto mentre cerca di risolvere il suo primo caso, o finirà per perdere la testa (e il cuore) per l'unico uomo che non dovrebbe nemmeno conoscere il suo nome?

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Il parere di Kira (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Il prologo devo dire che mi ha lasciata un pochino perplessa, è come se fossero presenti dettagli fuorvianti e confusionari soprattutto nelle primissime frasi. Poi, in seguito, conoscendo ed entrando in confidenza con i protagonisti, tra cui Octavius e Turney, mi sono abbastanza ricreduta perché l’autrice è riuscita a delineare dei profili molto emblematici, accattivanti ma anche dolci.
Basti pensare che Turney è a servizio di Octavius in quanto suo autista, ma nonostante sia ben piazzato e muscoloso, è piuttosto tenero e predilige il colore rosa, le caramelle, lo zucchero filato, invece Octavius, dal suo canto, ama la musica K-pop dei BTS.
Tutto questo si scontra con la realtà del romanzo, in cui sono presenti più avanti nella lettura, zombie, dèi, mietitori, wendigo affamati di carne e anche streghe malvagie e demoni, ma non mancheranno nemmeno gargoyle e licantropi.
Il libro è abbastanza scorrevole soprattutto a metà storia, ma ha un’impennata specialmente quando subentra l’antagonista wendigo, Leon Dietrich. Qui infatti accade l’impensabile e i due protagonisti, rispettivamente Octavius che è il vampiro per eccellenza e Turney, che sarebbe un semplice umano, si ritroveranno in una situazione disagiata e di vero pericolo.
Ed ecco che scatta anche la tematica grottesca, il vero culmine dell’horror e del paranormale, così come accadrà più avanti quando subentrerà la strega Savana, che all’inizio si mostrerà come una semplice donna alle prese con una casa infestata da spettri e fantasmi burloni e dispettosi, ma in realtà la sua dimora è proprio come lei, malvagia e per niente accogliente.
Diciamo che il romanzo tutto sommato riesce a catturare il lettore, sì, però in certi passaggi personalmente mi ha annoiato parecchio e infatti mi veniva voglia di saltare molte pagine.
Il punto forte è sicuramente l’ironia velata ma tagliente, ad esempio quando Octavius si trasforma in piccolo pipistrello della frutta oppure quando pretende di consumare dei pasti solidi come ad esempio anche semplicemente un lecca-lecca al gusto d’anguria ma quello si riduce in cenere nella sua bocca, è abbastanza ilare e coinvolgente.
Però qualcosa stona in questo romanzo, è come se ci fossero tre storie messe assieme ma assemblate in modo disordinato. Non è semplice da spiegare, ma ad esempio anche il modo in cui la “Undead Detective Agency”, l’agenzia investigativa di Octavius, opera, è un pochino lasciato al caso secondo me.
Di buono c’è che Octavius non è malvagio, è un vampiro molto altruista e intelligente, ma non è solo acculturato, riesce a essere empatico e molto solare e intraprendente.
D’altro canto, Turney, mi ha fatto sorridere all’inizio del romanzo perché è scettico riguardo le creature soprannaturali, ma il fatto è che la migliore amica di Octavius, Scarlett, nonché segretaria, è nientepopodimeno che una... zombie!
Insomma, in conclusione, è un libro che non mi ha coinvolta molto né lasciato chissà quali sensazioni o emozioni, però lo consiglio ugualmente soprattutto perché è di semplice comprensione e talvolta divertente.

Voto: 4 stelle.

giovedì 5 marzo 2026

Recensione doppia: Burning for you di Rosemary Martins

Sognatori, oggi recensione doppia per Burning for you di Rosemary Martins, edito Triskell Edizioni. Pronti a scoprire tutti i dettagli?




Trama

Cosa succede quando l’unica persona in grado di salvarti è proprio quella che ti sta mentendo su tutto?
Leonardo è un musicista che, per una scommessa, si ritrova a fingersi un gigolò. Incontra così Blake, un’ereditiera che cerca di rifiorire dopo una relazione tossica. Lei lo crede un professionista; lui sa che lei è il frutto proibito, protetta da segreti che non può ancora svelare.
Tra sessioni di musica e momenti rubati, Blake scopre il coraggio di amare se stessa, ignara che il legame con Leo sia costruito su una bugia. Quando i demoni del passato emergeranno, il loro amore sarà abbastanza potente da guarire le ferite o finirà per consumarli?

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Il parere di Meg (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Un incontro casuale su un’app, un profilo scelto per caso, perché quando si è arrabbiati e traditi si fanno anche scelte impulsive.
E per questo Blake, la nostra protagonista, nel tentativo di superare le offese e il dolore subito dal suo ex, decide di “affittare” un uomo per una sera: quello che arriva però è tutt’altro che un gigolò, perché bello è bello ma non ha l’atteggiamento di un conquistatore seriale.
Inizia così non una relazione fisica, ma più una conoscenza che nasconde tanti segreti e dolori passati, legati in una sorta di bolla che appartiene solo a loro, fragile eppure forte nel riportarli sempre insieme.
Leonardo si invaghisce subito di Blake, nonostante non le dica la verità, e poco alla volta scopriamo anche il perché della scelta di Blake.
Due protagonisti giovani, che hanno amato e perso, entrambi fragili nella loro parte nascosta, e che da una finzione senza fiducia arriveranno ad accettare ciò che provano l’uno per l’altra.


«”Ti darò qualsiasi cosa vorrai.” “Tutto, Leo. Io da te voglio tutto.”»



Siamo nell’alta società di Manhattan, dove l’apparenza, i soldi e il successo contano più di tutto: diversi saranno i segreti e gli intrighi svelati nella storia, che però in alcuni passaggi risultano troppi e tendono ad appesantire la narrazione nei monologhi.
I POV sono alternati, ma non riescono a dare la giusta incisività a due protagonisti che, con così tanti aspetti dell’intreccio narrativo, avrebbero meritato qualcosa di più, viste anche le quasi quattrocento pagine.



Valutazione: tre stelle e mezzo.




Il parere di Kira (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Fin dal prologo che apre la storia, mi sono resa conto che si trattava di un romanzo particolare e molto intenso. Infatti, devo dire che nel contesto in cui si svolgono le varie vicissitudini non manca mai passione, azione, la giusta tensione che celebra in fin dei conti quella brillantezza e capacità dell’autrice di rendere meravigliosa una storia all’apparenza così comune ma tanto rara quanto preziosa.
La storia è caratterizzata dai POV alternati dei personaggi centrali, ovvero i due protagonisti per eccellenza, Leonardo e Blake. Il primo è un gigolò e Blake sarà affascinata dallo stesso Leonardo a tal punto da perdere completamente la testa per lui.
Tutto ciò che traspare dal romanzo è sicuramente l’attenzione per i particolari, i dettagli minuziosi, ma anche per l’aspetto tenace e al contempo sensuale, erotico, il contesto infatti in cui sono catapultati i protagonisti è molto sexy e riesce a catturare l’attenzione del lettore, coinvolgendolo completamente.
Già dal titolo, in effetti, prevale e si accentua enormemente l’aspetto sensuale della storia che si riflette successivamente nel romanzo, si inerpica in tutta la storia, così come la musica che è un collante, assieme ai tatuaggi di Leonardo e al suo spirito altamente provocatorio.
Ma nonostante la malizia presente nel libro, non posso dire che si sia trattata di una storia fine a sé stessa riguardante solo il sesso e basta, così come non si può dire che sia presente un romanticismo smielato, anzi, è proprio quel fattore da classico “bad boy” a rendere Leonardo così tanto attraente e al contempo dolce, irraggiungibile, testardo, quasi cocciuto, e anche imprevedibile quando sta con Blake.
Un romanzo che ad essere sincera, però, ho inquadrato meglio nei capitoli successivi a quelli iniziali nonostante mi avesse colpito fin dal principio. Diciamo che per spiegare meglio il tutto potrei dire che ho trovato la storia coinvolgente sì, ma in certi momenti ho trovato che fosse un pochino complicata e articolata in modo fin troppo confuso e complesso.
Dopo questo piccolo intoppo, però, mi sono ritrovata perfettamente a mio agio nella lettura, anche se ho trovato che forse alcune frasi fossero fuori luogo in un determinato contesto, ma a parte questo non ho riscontrato altre debacle, se così le posso definire.
In conclusione, posso dire che il vero punto di forza della protagonista Blake sono i suoi sentimenti e le sue emozioni provate a livelli incredibili. Traspare infatti verità, sensazioni molto credibili ed è decisamente coinvolgente il modo in cui Blake si invaghisce di Leonardo, è davvero particolare perché il tutto succede velocemente ma anche pian piano, come in uno slow burn di vera eccezione.
 

Valutazione: 4 stelle.

lunedì 2 marzo 2026

Recensione: Le donne che sfidarono gli dèi di Hannah Lynn

Sognatori, la nostra Kira ci parla oggi del romanzo Le donne che sfidarono gli dèi di Hannah Lynn, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?




Trama

Quando si è sposata per la prima volta, a dodici anni, Otrera sognava un’unione fatta d’amore. Un vero legame. Anni dopo, ridotta in miseria accanto a un marito violento, ha capito che con un uomo un rapporto del genere non può esistere. Per una donna, non resta che accettare il destino che le è stato imposto. Ma lei decide di ribellarsi. Radunando le donne intorno a sé, Otrera reagisce. Senza pietà. Perché le è chiaro che, quando il potere è nelle mani degli uomini, la libertà non viene concessa: si conquista con il sangue. Ed è un prezzo che è più che disposta a pagare se significa costruire una nuova vita per tutte, lontana dai loro aguzzini. Ma una comunità di donne – un esercito di donne – non può che attirare l’odio degli dèi e degli uomini. Questa è la storia di Otrera e delle prime Amazzoni.

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Il parere di Kira (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Una storia apparentemente complessa, che si rivela molto scorrevole e di una semplicità unica ma curata nei minimi dettagli. Il libro di Hannah Lynn affronta con molta cautela ma veridicità, e a volte crudezza, il tema purtroppo odierno e sempre attuale della violenza perpetrata dagli uomini sulle donne, persone che sembrano essere fragili ma in realtà nascondono nelle loro anime una forza incredibile.
Nel romanzo sono presenti quasi solo figure femminili, vi è proprio un focus tutto dedicato alla donna che riesce a risollevarsi dal dolore fisico e mentale, dalla tortura psicologica, da quei momenti in cui sembra essere per davvero una creatura fragile seppur sempre meravigliosa e perfetta già solo perché dà la vita.
L’uomo, invece, soprattutto uno dei protagonisti che prende il nome di Morsimo, è sempre un carattere negativo in questa storia dalle mille sfaccettature. Riesce a rovinare, a distruggere ogni cosa che ha intorno, soprattutto è capace di annientare la donna anziché amarla e proteggerla, infatti nel romanzo si parla da un lato del terrore che incutono le stesse figure maschili nelle donne, ma dall’altro, la resilienza che è insita nelle figure femminili le quali non si abbattono e anzi sfidano uomini e dèi compresi.
Se infatti le donne comuni del romanzo odiano a morte gli uomini che le picchiano e le torturano, vendendole anche nei bordelli come prostitute, le figure delle dee sono più permissive ed è come se pensino che gli dèi uomini abbiano sempre ragione, possano fare ciò che vogliono, non pongono limiti all’orrore come invece fanno le giovani donne e anche le anziane che ad un certo punto sono talmente stanche, sfinite di dover sempre subire, perciò decidono di vendicarsi degli uomini che le conducono alla follia.
Importante sottolineare che il luogo principale in cui si svolge l’intera vicenda è Ninniya, ovvero un villaggio piuttosto particolare e anche deludente per la protagonista della storia, le ambientazioni comunque sono un tutt’uno con i personaggi principali e secondari. Il romanzo inoltre è come se ruotasse sempre sullo stesso punto cardine, ovvero quello della violenza sulle donne, ma è anche vero che benché la ripetizione possa sembrare esagerata, leggendo il libro ci si rende conto che è necessaria ai fini della buona riuscita della narrazione.
Lo stile è molto curato, il linguaggio semplicissimo ma deciso, sempre attinente al contesto in cui le vicende sono riposte e il tutto è ben concentrato in un clima freddo di violenza sì ma non troppo, in quanto si lascia spazio alla vita, alla speranza e anche, perché no, a un amore vero che non faccia soffrire né recare del male.


Valutazione: 5 stelle!

martedì 10 febbraio 2026

Recensione: Lettere mortali di Daniel G. Miller

Sognatori, la nostra Kira ci parla oggi del romanzo Lettere mortali di Daniel G. Miller, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?




Trama


Un cadavere. Una misteriosa lettera rossa. E un segreto che porterà con sé nella tomba.
Hazel ha tutto ciò che ha sempre desiderato. La sua agenzia investigativa è un successo, gli affari vanno a gonfie vele e sta con l’uomo dei suoi sogni. Ma tutto cambia quando la polizia di New York scopre il corpo senza vita di un amato sacerdote di quartiere... accanto a una misteriosa lettera rossa. Hazel accetta di indagare sull’omicidio per fare un favore a una vecchia amica. Ben presto, però, si accorge che il prete non è l’unico ad aver ricevuto una lettera rossa. Ci sono altre vittime, altre lettere rosse. E una connessione inquietante con un mostro del suo passato, che credeva sepolto per sempre. Lettera dopo lettera, omicidio dopo omicidio, l’enigma si infittisce. Ogni nuovo delitto è più terribile del precedente, e più Hazel si avvicina alla verità, più l’assassino si avvicina a lei. Così comincia a dubitare di tutto: di sé stessa, delle persone che ama, e delle certezze su cui ha costruito la sua vita. Ma per arrivare fino in fondo, dovrà trovare il coraggio di aprire un’ultima, terribile lettera rossa...

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Il parere di Kira (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Un romanzo che trascina il lettore nel baratro della follia, una storia avvincente e a tratti grottesca specialmente quando a parlare, in alcuni capitoli, è proprio l’antagonista ovvero il serial killer della lettera rossa, chiamato in questo modo perché opera in maniera del tutto singolare.
L’assassino, infatti, fa recapitare a tutte le sue vittime una lettera macchiata di sangue animale con su scritte, all’interno, delle frasi estrapolate dalla Bibbia, precisamente quelle pronunciate proprio da Gesù stesso e utilizzando, tra l’altro, francobolli con l’effigie della Madonna.
Fare ricorso alla tematica religiosa come espediente per uccidere qualcuno e sentirsi potenti, non è una novità nell’ambito cinematografico o concernente l’editoria, ma l’autore in questione è davvero originale perché ad esempio la protagonista femminile, Hazel Cho, investigatrice privata coreana, si troverà faccia a faccia con un antagonista davvero emblematico visto che il primo ad essere ucciso sarà un prete di nome padre Kenneally, personaggio che risulterà presente come figura rilevante nonostante la sua dipartita dalle prime righe del romanzo.
Ciò che mi ha colpito molto di questa storia è innanzitutto il modo in cui i personaggi non si prendano mai troppo sul serio ma, compresa Hazel, siano invece ironici e autoironici.
Inoltre, il romanzo è davvero molto scorrevole e personalmente l’ho letto in pochissimi giorni mentre invece pensavo fosse una lettura più impegnativa e anche complessa, quindi mi sono dovuta ricredere.
Altro punto fondamentale: in certi capitoli, sia il linguaggio sia i luoghi e quindi l’ambientazione e anche le tematiche e i discorsi fatti dai protagonisti, rendono l’atmosfera agghiacciante soprattutto in alcune parti davvero imperdibili, a tal punto che assomiglia a tratti più a un horror piuttosto che un thriller moderno.
Posso dire quindi di essere rimasta piacevolmente colpita da questa storia che sembrerebbe anche a tratti molto introspettiva, emotiva, drammatica e resiliente visto che Hazel si rialza sempre dopo ogni caduta.
Infine, è un thriller che insegna sicuramente a non giudicare mai dalle apparenze, perché dietro un sorriso apparentemente ingenuo e sincero si può nascondere il più efferato degli assassini e viceversa, per cui bisogna sempre fare attenzione alle persone che ci stanno attorno e fidarsi è bene ma non fidarsi è molto meglio!
In più, mi ha suscitato emozioni contrastanti quindi è sicuramente un buon libro anche perché riesce, nella sua semplicità, a catturare la vera essenza della protagonista e dei personaggi secondari.
Una storia da brividi davvero imperdibile e mozzafiato!


Voto: 5 stelle!

lunedì 26 gennaio 2026

Recensione doppia: Outrun the rain di N. R. Walker (The storm boys #1)

Sognatori, oggi abbiamo una recensione doppia per Outrun the rain di N. R. Walker, edito Triskell Edizioni. Pronti a scoprire tutti i dettagli?




Trama


Un cowboy selvaggio. Uno scienziato brillante. E una tempesta che cambierà ogni cosa.
Due uomini. Un rifugio sperduto.
E una stagione di tempeste pronta a far scintille.

Tully Larson ha sempre amato la furia della natura. Cresciuto tra i fulmini e le piogge torrenziali del Kakadu National Park, vive per l’adrenalina e l’aria aperta. Grezzo, affascinante, selvaggio quanto il paesaggio che chiama casa.
Jeremiah Overton, brillante fulminologo di Melbourne, è il suo opposto: razionale, preciso, tutto studio e metodo. Ma quando decide di trascorrere una settimana nel cuore della stagione dei temporali per analizzare i fulmini più intensi d’Australia, non si aspetta di finire sotto la guida di un cowboy ruvido e irresistibile.
Un temporale tira l’altro… e tra sguardi elettrici, silenzi carichi di tensione e un’attrazione che sfida ogni logica, Tully e Jeremiah scopriranno che il vero pericolo non viene solo dal cielo.
Perché quando gli opposti si attraggono, può bastare un solo fulmine per incendiare tutto.

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Il parere di Rebecca (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)


Bentornate sognatrici!
Eccoci qui, dopo una po' di tempo, con il mio parere sul romanzo di un'autrice che mi piace molto.
Oggi vi parlo di Outrun the rain di N.R. Walker, un MM romance, forced proximity e only one bed.
Tully e Jeremiah sono i protagonisti di quest'avventura, uno, Tully, nativo del posto mentre Jer arriva dalla grande città, Melbourne.
I due si incontrano per lavoro. Mentre Tully ama trascorrere le sue ferie a caccia di tempeste e fulmini, Jeremiah è uno studioso, proprio del femenomeno dei fulmini. I due si ritrovano a rintanarsi in un bunker, prima della vera stagione delle piogge, per consentire allo scienziato di studiare, appunto, i fulmini e raccogliere dati.
L'esperienza si trasforma in un'avventura, a tratti spassosa grazie all'esuberanza di Tully. Tully, infatti, sembra un giovane uomo spensierato, senza problemi, che affronta la vita col sorriso.


"Quel maledetto sorriso. Non era più semplicemente irritante. Stavo iniziando a detestarlo."

Un sorriso che sembra in grado di infiltrarsi anche nel buio, di cambiare gli equilibri. È un personaggio equilibrato, divertente, che strappa un sorriso ma non per questo poco profondo. È protettivo e altruista, e lo dimostra in più di un'occasione.

"Tully non era come gli altri. Era diverso da qualsiasi altra persona avessi conosciuto. Una volta saputo della mia fobia, aveva risolto il problema."

Tully è premuroso, attento e anche in mezzo alle mille chiacchiere, non perde di vista l'obiettivo.
Al contrario Jeremiah sembra più composto e meno propenso alla battuta, ma passare il suo tempo con Tully gli permette di dimostrarsi per chi è. Un giovane uomo colpito da una tragedia, intelligente e arguto, appassionato del suo lavoro e in cerca di rivincita. Sui colleghi che lo credono un perdente, sulla vita che non gli ha concesso sconti.

"Era così sexy, e voleva me. Me. Lo strano, solo e miserabile Jeremiah."

Jeremiah si vede come strano, uno che non può piacere. Uno tanto diverso dagli altri che nessuno sano di mente potrebbe apprezzarlo. Ma invece Tully riesce a vedere oltre, a fargli abbassare i muri e quando si scoprono, l'un l'altro, la scintilla è inevitabile.
Ho trovato questo romanzo una lettura simpatica, con i suoi tratti profondi, del resto parla dell'esclusione, di come se non ci si uniforma a ciò che gli altri si aspettano, si venga accantonati, derisi.
In Tully troverete un amichevole cerca tempeste di quartiere. In Jeremiah una persona che ha solo bisogno di essere accettata e apprezzata per quella che è, e di capire che ognuno di noi, in fondo, ha le sue stranezze.

Voto: 4 stelle e mezzo.



Il parere di Kira (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)


A inizio libro, la storia mi era sembrata un tantino troppo strana forse perché alcuni elementi secondo me erano in contrasto gli uni con gli altri, ma proseguendo la lettura mi sono resa conto che invece il romanzo aveva del potenziale e mi incuriosiva parecchio, tra l’altro.
Sarà perché è scorrevole, sarà forse per il fatto che la penna di N. R. Walker è astuta, mai scontata e piuttosto brillante e sarà anche perché la storia è molto sensuale e ad alto tasso di erotismo e malizia ma anche di avventura e di emotività, per tutti questi motivi è da considerarsi un libro pregiato in tutta la sua bellezza e semplicità.
Si tratta di un romanzo M/M in cui i protagonisti e, in fin dei conti unici personaggi presenti, sono due uomini che non si conoscono ma che fin da subito instaurano un rapporto di fiducia totale e d’intesa sorprendente, è come se fossero anime gemelle, animi che vogliono prendersi una rivincita per tutte quelle volte in cui non sono stati compresi dalle loro famiglie così snob e poco sensibili.
Tully Larson ad esempio è impiegato in un’azienda famigliare ma il lavoro che svolge non gli piace, perciò va a caccia di tempeste quando gli è possibile, mentre l’altro protagonista ha un dottorato in meteorologia e studia specificatamente i fulmini, inoltre ha la capacità di rendersi conto quando questi  stanno per verificarsi, sentendone quasi il sapore in bocca.
Entrambi hanno molto in comune, amano la libertà, la natura, l’ironia, non dipendono da nessuno e amano anche parecchio la solitudine.
Jeremiah Overton si confida molto con Tully e si apre totalmente a lui, sente di amarlo fin dal principio, possiamo dire che sia un vero colpo di fulmine ma non solo per lui quanto anche per Tully che rimane ipnotizzato dagli occhi blu accesi di Jeremiah.
Il libro è molto breve, intenso, tanto sexy quanto intelligente, la libido è molto pronunciata e il linguaggio è spesso colorito e davvero molto diretto, è come se i temporali e la natura selvaggia circostante, il clima caldissimo e spesso umido, fossero in pratica un tutt’uno con la loro frizzante energia e la loro alchimia indissolubile.
Sicuramente si tratta di un romanzo indimenticabile, per niente tedioso e davvero, a mio parere perlomeno, molto originale.


Voto: 5 stelle!

mercoledì 21 gennaio 2026

Recensione doppia: Un romantico paradiso di Kate Aster

Sognatori, oggi abbiamo una doppia recensione per Un romantico paradiso di Kate Aster, edito Triskell Edizioni. Pronti a scoprire tutti i dettagli?




Trama


Lei vuole proteggere sua figlia. Lui non sa di averne una.
E tra loro esplode ancora quella scintilla impossibile da ignorare.

Alcuni errori sono destinati a ripetersi?
È la domanda che mi martella la mente mentre lo guardo ora, con quel desiderio che mi travolge e quella strana scintilla che sento dentro, esattamente come dieci anni fa.
Il laureato di West Point con cui ho passato una notte folle a New York è diventato un guerriero. Un Army Ranger. Il doppio più affascinante, il doppio più pericoloso per il mio cuore.
La mia migliore amica – la sposa, colei che mi ha trascinata in questo paradiso tropicale – non crede che sia lui. “È un bravo ragazzo”, dice. Troppo bravo per essere l’uomo che, la mattina dopo, mi ha lasciata un nome finto e un numero altrettanto falso. L’ho scoperto mesi dopo, quando ho provato a rintracciarlo.
Ma io lo so.
È lui.
Come potrei non riconoscerlo?
Vedo i suoi occhi ogni giorno… negli occhi di mia figlia.
Nostra figlia.
E non permetterò che questa ironia del destino, che lo ha riportato sulla mia strada, stravolga la vita che ho costruito con lei. Non posso. Non quando so che lui spezzerà le sue speranze proprio come ha spezzato le mie.
Proteggerò mia figlia a qualunque costo.
Ma chi proteggerà me?

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Il parere di Meg (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Rincontrarsi dopo dieci anni, e rincontrarsi del tutto casualmente è davvero difficile; se poi aggiungiamo che questi dieci anni non sono stati scelti da nessuno dei due protagonisti si capisce che la storia è un più di quello che sembra.
Dopo quella notte insieme, tutto è cambiato per Lily, dai suoi sogni rinunciati e messi in un cassetto, all’amore sconfinato per sua figlia: ritrovare ora quell’uomo e scoprire che la sua non è stata una sparizione volontaria la spiazza non poco.


«Perché c’è stata quella connessione inconfondibile che ho sentito passare tra di noi, nell’istante in cui i nostri sguardi si sono incontrati.»




Per questo, quel senso di familiarità che la lega a Matt la fa riscoprire se stessa poco alla volta, creando un nuovo legame con un uomo che scopre sincero, con cui riesce a sorridere di nuovo.
Il legame con gli altri protagonisti e la squadra di Matt è sempre molto presente, come negli altri volumi della serie, in una storia semplice, leggibile, senza grossi traumi e che riesce a dare qualche ora di svago.

Valutazione: quattro stelle.




Il parere di Kira (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Quando mi sono avvicinata a questa storia, che non conoscevo così come nemmeno l’autrice, avevo aspettative abbastanza alte e infatti non sono rimasta affatto delusa.
In primo piano abbiamo, innanzitutto e direi stranamente, il personaggio secondario ma non per questo meno importante di Freya, una ragazza che si scoprirà essere l’amica di Maggie, che a sua volta sarebbe la migliore amica della protagonista femminile assoluta del libro ovvero Lily.
Freya ha un’attitudine molto particolare, in quanto si diletta a scrivere romanzi d’amore e perciò il libro inizia con un prologo piuttosto interessante, pieno di sorprese e affascinante.
Seguirà poi una storia ricca di scenari e azioni autentiche in cui i protagonisti, Lily e Matt, saranno per antonomasia una coppia davvero insolita visto che non si vedevano da dieci anni e in questo lasso di tempo è successo di tutto ad entrambi.
Da un lato Lily è rimasta incinta proprio di lui in una notte di sesso autentico a New York dieci anni prima e lui ha perso sua moglie Kirsten qualche mese dopo le loro nozze, a causa di una malattia grave, ovvero il cancro.
Il romanzo è piuttosto scorrevole, davvero molto interessante e leggibile addirittura in un solo giorno in quanto è comunque abbastanza breve e inoltre, a mio avviso, è incantevole soprattutto perché incentrato non solo sulle scene maliziose e anche erotiche ma mai volgari in cui i due si lasciano trasportare dall’alchimia e la chimica perfetta, bensì anche dal paesaggio stupendo delle Hawaii e annessa bellezza degli animali sia acquatici come le balene e sia a quattro zampe come il cane protagonista Bonnie.
L’amore e la passione sono il centro di tutto, così come il coraggio e la tenacia di proseguire una relazione che sembrerebbe difficile da gestire e mandare avanti, ma in realtà sarà una storia indimenticabile sotto ogni punto di vista, anche perché non mancheranno drammi e capitoli pregni di vera e pura sensibilità.
Questa è davvero la prima volta che mi accingo a leggere un romanzo di quest’autrice così talentuosa e a tratti, a volte, irriverente e briosa, ma devo dire che non esiterò nel proseguire a leggere altri suoi libri, con molto piacere.
Consiglio l’opera a tutti e specialmente a chi vuole scoprire, in poche pagine, una storia d’amore autentica, perché il tempo che brucia e si consuma e, travagliato, sembra quasi distruggersi, in realtà in amore non è mai sprecato!

Voto: 5 stelle!

lunedì 19 gennaio 2026

Recensione: La montagna incantata di Thomas Mann

Sognatori, la nostra Kira ci parla oggi del romanzo La montagna incantata di Thomas Mann, pubblicato in edizione integrale da Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?






Trama


Nel sanatorio Berghof di Davos, in Svizzera, la vita si mette in pausa e il tempo si dissolve. È in questo luogo, apparentemente lontano da tutto, che i pensieri e le curiosità intellettuali del giovane ingegnere Hans Castorp possono fiorire e prosperare senza limiti, anche grazie all’incontro con il variegato panorama umano costituito dagli altri ospiti della struttura: l’italiano Lodovico Settembrini, il gesuita Leo Naphta, la seducente Madame Chauchat e il cugino Joachim Ziemssen. Per Castorp, il soggiorno nel sanatorio diventa una vera e propria educazione spirituale, un’idea di futuro che passa attraverso la conoscenza della malattia e della morte, che lui fa appena in tempo a intuire, prima di essere nuovamente scaraventato nel vortice dell’esistenza – che per un giovane uomo, nell’Europa dei primi del Novecento, significa una cosa soltanto: la carneficina della Grande Guerra.

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Il parere di Kira (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Devo essere il più sincera possibile nel dire che quando ho deciso di leggere e recensire questo libro, non sapevo che fosse stato pubblicato per la prima volta nel 1924 e che l’autore avesse vinto, addirittura, il Premio Nobel per la Letteratura, anche se lo vinse grazie alla sua prima opera ovvero “I Buddenbrook”.
Nel momento in cui mi accingevo a scoprire il mondo letterario di Mann e dei suoi personaggi così emblematici e anche, talvolta, inconsueti e molto buffi, capivo pian piano che il libro era davvero notevole sia per la quantità di pagine e sia per la bellezza dello stile e la capacità innata di sorprendere in modo semplice.
“La montagna incantata” è una sorta di metafora della società occidentale di quell’epoca, ma in realtà è un libro talmente moderno che riesce dunque a riflettere la società odierna con tutti i suoi vizi, con tutte le sue elucubrazioni e difficoltà, ma anche gli amori impossibili e le paure recondite.
Mann ha posto i suoi protagonisti assoluti, ovvero i cugini Hans Castorp e Joachim Ziemssen, in un microcosmo quasi accessibile solo ai lettori e non a persone esterne e facendo questo li circoscrive in un ambiente che dovrebbe essere salubre ma che in realtà, nonostante si tratti di un ospedale, ovvero il Sanatorio Internazionale Berghof, non appare in fin dei conti così sano e consigliabile.
Tutto il libro colpisce fin da subito per il suo pathos incredibile, è quasi come se sputasse in faccia rivelazioni poco consone e verità che farebbero male a tanti e che sicuramente non piacciono ai più falsi, ai più meschini e a quelli che si comportano in modo ambiguo, quasi mefistofelico, come al personaggio di spicco ovvero Settembrini, un colto letterato italiano che darà abbastanza filo da torcere ad Hans.
Ovviamente saranno presenti anche altre figure più o meno importanti, ma Settembrini ha colpito nel segno, per quanto mi riguarda, perché sembrerebbe un poco il bene con la sua fulgida luce e altresì, spesso, al contrario, Satana in persona con le sue tentazioni e la maliziosità sopraffina.
L’edizione integrale della Newton Compton è una perla rara nel mondo della letteratura e dell’editoria, non solo perché racconta con fare chirurgico e certosino la malattia in tutto il suo decorso e in generale, ma informa il lettore su tanti temi speciali della vita che a volte vengono tralasciati per incompetenza o perché considerati un tabù. Il testo colpisce in pieno per la sua maturità esemplare, per le voci di Hans Castorp e Settembrini che escono fuori dal coro e minimizzano il tempo inesorabile che sembra non trascorrere mai, lassù in montagna.
Posso consigliare a chiunque questo libro, perché nonostante sia corposo e all’inizio ci si possa fare un quadro errato del suo insieme, è in realtà stupendo fino alla fine e riesce sia a incutere timore talvolta ma anche a strapparci un sorriso compiaciuto.

Voto: 5 stelle!

martedì 13 gennaio 2026

Recensione in anteprima: Be Unstoppable. Cuori intrecciati di Lily Red

Sognatori, la nostra Kira ci parla in anteprima del romanzo Be Unstoppable. Cuori intrecciati di Lily Red, edito Newton Compton Editori e in uscita oggi. Pronti a scoprire tutti i dettagli?




Trama


Dopo tutti gli eventi che li hanno tenuti lontani, dopo le difficoltà e le incomprensioni che sembravano dividerli per sempre, Matthew e Kelsey hanno finalmente trovato un loro equilibrio. Il sentimento che li lega è ormai solido. Non è più solo attrazione: è un amore che ha imparato a resistere alle tempeste, a superare gli ostacoli, a crescere giorno dopo giorno. Entrambi si sostengono in ogni situazione, bella o brutta che sia, con una complicità unica. Tuttavia, quando la sua carriera di cantante sta per spiccare il volo, Kelsey è costretta a prendere decisioni importanti per il futuro che rischiano di portarla lontano da Montréal. Dal canto suo, Matthew ha deciso di chiudere il capitolo dell’hockey e dedicarsi alla medicina. Non sa cosa gli riserverà il futuro, ma di una cosa è certo: mai e poi mai ostacolerà i sogni di Kelsey. Anche se questo dovesse significare perderla. Scissa tra il cuore e la ragione, Kelsey si ritrova piena di dubbi e paure. Nel momento in cui le si presenterà un’occasione irrinunciabile, sceglierà la carriera oppure la sua vita con Matthew?

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Il parere di Kira (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Una sorta di favola moderna in cui non ci sono principi o principesse, è vero, ma nella quale i sogni sono talmente importanti e di grande impatto emotivo da assomigliare in tutto e per tutto ad una storia  dai tratti fanciulleschi, ovviamente nell’accezione positiva del termine.
Il protagonista maschile è senz’ombra di dubbio Matthew Leblanc, mentre la protagonista femminile indiscussa è la bellissima e dolce Kelsey Cooper.
Entrambi mi sono piaciuti abbastanza come personaggi, perché mantengono intatti e vivi i reciproci sogni e desideri, infatti Matthew è il capitano della squadra di hockey per la quale stravede, ovvero gli Sharks, ma comunque ambisce a divenire, un giorno o l’altro, un medico eccellente, con sacrificio e devo dire estrema umiltà.
Kelsey, invece, vorrebbe diventare una cantante famosa in tutto il mondo, anche perché era lo stesso sogno di sua madre che purtroppo non c’è più da molto tempo ed è morta in circostanze piuttosto tragiche.
Ciò che non ho gradito molto è il modo un po’ troppo infantile, a mio avviso, in cui (non sempre ma talvolta), i due si approcciano nei confronti della vita, dei relativi problemi e anche del rapporto un po’ burrascoso che c’è proprio tra i due soprattutto a inizio storia e anche per un bel paio di capitoli.
In ogni caso, nel complesso il romanzo mi è piaciuto perché affronta anche tematiche delicate come la salute mentale, la quale non va mai sottovalutata e spesso se ne parla troppo poco o come fosse ancora un incredibile tabù, purtroppo.
Inoltre, più avanti nella lettura, ho riscontrato il meglio della storia, infatti, dato che il romanzo è piuttosto corposo, ho sperato fin dal principio che la trama e le varie azioni dei protagonisti e altri personaggi si evolvessero in qualcosa di maggiormente emozionante e tutto sommato non sono rimasta delusa.
In conclusione posso dire che il libro è scritto con cura, lo stile è molto buono e la storia d’amore è piuttosto interessante, nell’insieme, anche perché permeata da momenti di difficoltà e drammaticità nient’affatto indifferenti.


Valutazione: 4 stelle.

sabato 29 novembre 2025

Recensione in anteprima: Chiedilo alla luna di C.J. Morgan

Sognatori, la nostra Kira ci parla oggi del romanzo Chiedilo alla luna di C.J. Morgan, edito Triskell Edizioni. Pronti a scoprire tutti i dettagli?




Trama



«Se dovessi perdermi, verresti a cercarmi?»
«Con me non dovresti mai preoccuparti di perderti.»


Le certezze, nella vita di Amelia, sono sempre state poche: rimasta orfana da bambina, cresciuta in una Casa-famiglia nel quartiere più pericoloso di Atlanta, ha imparato presto cosa significa non avere nulla e poter chiedere ancora meno. Sarà Hayden, la stessa fame di riscatto che Amelia riconosce in se stessa, arrogante e tanto sicuro di sé da tenerle testa, a dimostrarle come fidarsi di un mondo che sembra volerla privare di ogni cosa. E il niente che Amelia è abituata ad avere intorno, diventa tutto. Amicizia, amore, famiglia. A distanza di anni, Hayden è diventato un famoso giocatore nell’NBA; lei invece ha dovuto fare i conti con il Destino e cominciare una nuova vita in un’altra città, nel disperato tentativo di lasciarsi alle spalle una sofferenza che rischiava di distruggerla. Ma il passato, che nei suoi incubi ha un nome e occhi freddi come il mare, torna a perseguitarla. Scappare da lui una volta è stato difficile, farlo di nuovo quasi impossibile. Non è più al sicuro. Ma ora non è la sola a rischiare.

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Il parere di Kira (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Immergersi totalmente in un romanzo così lungo e semplicemente perfetto è stata un’avventura a dir poco felice e commovente, mi sono sentita parte integrante della vita dei protagonisti perché il focus su di loro è come zoomato all’ennesima potenza.
Difficile eguagliare un libro così intenso, emotivo, emozionante e creativo.
Amelia e Hayden sono i personaggi principali, infatti i P.O.V. centrali li hanno indiscutibilmente loro, ma ci sarà posto anche per un piccolo e tenero bambino, figlio di Amelia, avuto con Nolan.
E qui direi di aprire una parentesi un po’ ampia sul tema centrale del romanzo: la violenza fisica e psicologica, la violenza anche silente e subdola, ovvero quella che ha dovuto e che subirà nel tempo Amelia proprio a causa del padre di suo figlio.
Credo che per due autrici, scegliere di mettersi in gioco con una storia così importante, lasciando parecchio spazio alle relazioni e ai percorsi interpersonali, sia davvero lodevole anche perché la storia è ciclica e non ha digressioni, fila liscia come un cristallo limpido da dedicare alla luna, che fa, assieme ai Tarocchi, da sottofondo a questa incredibile storia d’amore nata quasi per caso.
Se Nolan è il nemico per antonomasia, Hayden invece è l’amore con la A maiuscola per eccellenza e Amelia lo sa benissimo ma ha paura di essere felice, anche e soprattutto perché Hayden è il suo migliore amico da sempre.
Un romanzo toccante, semplice e sincero.
Una storia che tutti dovremmo leggere almeno una volta nella nostra vita, soprattutto gli uomini a mio avviso.
“Chiedilo alla luna”, è un po’ la storia della porta accanto, quella felicità meritata di cui tutti almeno una volta ci siamo chiesti come fare affinché finalmente accadesse, e con un pizzico di magia e amore infinito ecco che la luna vi risponderà sempre.

 

 Voto: 5 stelle!

venerdì 24 ottobre 2025

Recensione: Venezia esoterica di Luca Colferai

Sognatori, debutta oggi con noi Kira con la recensione di Venezia esoterica di Luca Colferai, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?





Trama

Il lato oscuro e misterioso di Venezia
Tra canali e misteri: alchimia, magia, simboli nascosti e figure leggendarie rivelano il volto occulto di Venezia

Un viaggio attraverso la storia e i luoghi di Venezia, alla ricerca delle tracce nascoste tra calli e canali di alchimia, occultismo, magia, astrologia, credenze popolari, ciarlataneria, negromanzia, cabala e arti divinatorie. Simboli arcani, segni dimenticati e fraintesi, che raccontano antichi misteri e personaggi dal fascino immortale. Dalle oscure allegorie medievali scolpite a San Marco alla figura controversa e ammaliante di Casanova, dagli alchimisti all’editoria magica rinascimentale, dalla stregoneria agli indovini e medici esoterici di epoca barocca, Luca Colferai ricostruisce un affascinante mosaico di storie misteriose, capace di restituire nuovi significati a luoghi leggendari o anche ad angoli più nascosti, e di indagare l’immaginario collettivo delle varie epoche di una città unica come Venezia.


Tra gli argomenti trattati:

Il lungo viaggio del leone
Piazza San Marco: simboli e arcani tra le decorazioni della basilica
Animali e creature fantastiche dal Medioevo
Streghe e indovini, tarocchi e segreti
L’emblema della fortuna

I bassorilievi alchemici di Longhena
Massoni e avventurieri esoterici
Giacomo Casanova, esoterico, cabalista, mago per necessità
Cagliostro, il grande ciarlatano
Le chiese massoniche di Santa Maria Maddalena e San Simeone Grande

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Il parere di Kira (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Venezia come non l’abbiamo mai vista né immaginata prima, la Serenissima con le sue “calle”, misteri celati da anni e anni di percosse tra uomini di gran potere e semplici garzoni.
Non vi è in ogni angolo della città un oggetto posto lì a caso tanto per far fare bella figura alla curia, ai politici, ai magistrati, all’artista soprattutto.
Vi è un giramondo di colori, astrazioni, figure chimeriche, cabalistiche, si ricorda per bene il nome di Giacomo Casanova, l’erotico Casanova, colui che comunque aveva anche una mente bella audace e una perspicacia nell’arte dell’inganno non indifferente.
La parte del libro che mi ha colpito di più è sicuramente quella delle fontane, quella in cui si parla della chiesa della Maria Maddalena e quella in cui sono raffigurati, come il leone marciano, vizi e virtù, con le inscrizioni in latino a dare un’idea di ciò che significa quello che le persone stanno guardando.
L’Architettura e il neoplatonismo, il Palazzo Ducale, Piazza San Marco sono solo alcuni dei simboli della Venezia di un tempo, quella che avremmo voluto visitare e celebrare nonostante le tradizioni errate, viscerali e personaggi vendicativi, da un lato, se vogliamo essere giusti, addirittura terrificanti.
Perché sì, la Serenissima è bella, è affascinante, è dotata di gran spirito d’iniziativa, ma non mancano le scene più ricche di culto temibile e superstizioso.
Sembra quasi che da un lato vi sia l’esoterismo più fugace e meno supremo, e dall’altra l’orrore più puro in simbiosi con la massoneria, vietata a un certo punto da un Papa non proprio molto noto ma comunque importante.
Era importante, nella città, anche la cabala ebraica, perciò in un punto predefinito della storia della Serenissima si fa riferimento alla geomanzia e alla necromanzia, come anche alla chiromanzia.
Insomma, si tratta davvero di un libro storico interessantissimo e lodevole, chiunque dovrebbe leggerlo anche solo per curiosità, per informarsi circa gli eventi medioevali veneziani e non solo.
L’autore ha ricostruito un quadro perfetto di una città davvero senza limiti e senza freni, un luogo sempre inquieto e magico.


Voto: 5 stelle!