Sognatori, la nostra Kira ci parla oggi di Bad Romance. Illusione proibita di Claudia Castiello, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?
Trama
James e Lolita si provocano e si sfidano sempre. E se detestarsi è facile, resistersi è impossibile.
James, il più giovane degli Hawthorne, è sempre stato uno spirito libero: incapace di restare nello stesso posto troppo a lungo, vive inseguendo l’avventura e fuggendo da qualsiasi responsabilità. Ma quando il suo migliore amico JJ deve partire e gli affida la sorella adottiva diciannovenne Lolita, perseguitata da uno stalker, James si ritrova intrappolato in un incubo: bloccato a New York, è costretto a badare a lei e a farle da guardiano. Per Lolita la situazione è ancora più complicata. Da anni ha una cotta ingombrante per James, ma preferirebbe morire piuttosto che rivelarlo. L’orgoglio è la sua corazza, e l’idea di mostrarsi vulnerabile davanti a lui la terrorizza più dello stalker che la tormenta. Così, per proteggersi, veste i panni della ragazza impertinente e insofferente alle regole, soprattutto alle sue. James, ignaro di tutto, la considera soltanto una ragazza impulsiva, testarda e pronta a superare qualsiasi limite. Tra loro, almeno all’apparenza, è odio a prima vista. Eppure, tra battibecchi, frecciatine e dispetti, qualcosa cambia. La scintilla scatta quando meno se l’aspettano, rendendo impossibile ignorare l’attrazione che cresce giorno dopo giorno. Detestarsi è facile come respirare… Ma se lo fosse anche amarsi?
«Lolita era letale come un veleno di cui non si conosceva l’antidoto, come l’abisso con i suoi ignoti pericoli. Bella come una dannazione, tentatrice come un peccato che non vedevo l’ora di compiere.»
Il parere di Kira (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)
Devo ammettere di aver trovato il libro abbastanza strano fin dalle prime pagine, mi spiego meglio.
Mi è sembrato molto, molto confusionario e difatti ho fatto piuttosto fatica a immergermi nella storia perché non riuscivo a trovare collegamenti necessari affinché potessi riscoprirne la bellezza ma in primis proprio il senso, ad essere sincera.
Poi, andando avanti con la lettura, mi sono un tantino ritrovata nel mezzo di una storia con un senso più compiuto, ad esempio sono giunta alla realizzazione, dopo vari capitoli che secondo me risultano strampalati, che i protagonisti principali sono Lola che viene chiamata Lolita dal protagonista maschile James e appunto quest’ultimo, il quale ha un carattere molto strambo visto che si comporta nei suoi confronti come se fosse il suo aguzzino.
C’è da dire che di positivo, nel romanzo, a mio avviso, vi è la componente drammatica visto che Lola fin dal principio sappiamo essere perseguitata da uno stalker che però non entra in scena nel modo in cui avrei immaginato.
Oltre a questo però, devo sottolineare, che il linguaggio non mi ha colpito per niente a parte quando proprio bisognava rendere più efficaci i contenuti e utilizzare parole più colorite di altre ovviamente, ma per il resto ho trovato le scelte un tantino azzardate e fin troppo fuori luogo.
Un punto positivo invece sta nel fatto che Lola ama la danza e inoltre non solo la pratica a livello di ballerina ma la insegna anche all’interno di una sua crew gestita proprio da lei e da altre persone. Nei capitoli dove questo emergeva in maniera più ampia ho apprezzato molto di più il romanzo, invece mi è piaciuta molto meno la scelta dell’autrice di avviare una storia amorosa ma impregnata d’astio e diffidenza, soprattutto all’inizio, infatti non mi ha quasi coinvolta per niente.
Di negativo, secondo me, c’è che la storia tra l’altro è fin troppo estesa e corposa e generalmente io amo molto i romanzi che contengono molte pagine ma qui secondo me si è andati avanti fin troppo quando in realtà si poteva accorciare la narrazione evitando di essere infatti prolissi e soprattutto abbastanza tediosi e anche ripetitivi.
Mi dispiace sempre quando devo giudicare e recensire un romanzo quasi totalmente in negativo ma purtroppo questa storia non fa per me, anche se devo dire che l’autrice sicuramente ha lavorato parecchio sui contenuti e su molti altri aspetti, però a me non è arrivata nemmeno l’emozione di una storia particolare.
Voto: 3 stelle.

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