giovedì 12 febbraio 2026

Recensione: La mia vittoria sei tu. Off to the races di Elsie Silver

Sognatori, la nostra Meg ci parla oggi del romanzo La mia vittoria sei tu. Off to the races di Elsie Silver, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?



Trama

Vincere in amore è l’unica cosa che conta

Quando Vaughn Harding lascia la città per tornare a Ruby Creek, sa di avere un’unica occasione per salvare il ranch di famiglia e liberarsi dello scandalo che lo ha travolto dopo la morte improvvisa del nonno. Per riuscirci gli serve quasi un miracolo… o qualcuno capace di domare il suo cavallo da corsa più promettente e più indisciplinato. Quel qualcuno ha un nome: Billie Black. Addestratrice dal talento raro, con la lingua affilata e un fascino che mette a dura prova la determinazione di Vaughn, Billie è una tentazione a cui è difficile resistere. Dal primo istante tra loro volano scintille, e con il passare dei giorni diventa impossibile mantenere le distanze. Così come ignorare l’attrazione incendiaria che li trascina sempre più vicini. Sfida dopo sfida, provocazione dopo provocazione, Vaughn capisce che Billie potrebbe essere l’unica in grado di salvare non solo la sua impresa… ma anche lui. E per la prima volta, vincere le corse non è abbastanza. Questa volta, vuole vincere lei.

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Il parere di Meg (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Nuova serie di Elsie Silver, che ci porta questa volta nel Canada occidentale, quello fatto di colline e pascoli verdi, dove conosciamo la storia della famiglia Harding, da una parte allevatori di cavalli da corsa di successo e dall’altra ricchi proprietari di risorse minerarie.
E proprio nella fattoria-allevamento arriva Billie, una brava e affermata addestratrice di cavalli, in un momento in cui l’attività è stata travolta da scandali; a lei questo non interessa, il suo è un legame speciale con in cavalli e lo trova anche qui.


«Questo è il mio posto felice. Niente drammi. Niente finzioni. Solo io e i cavalli. Nessun essere umano in vista. Proprio come piace a me.»




Anche Vaughn, che ha ereditato quell’attività da suo nonno, trova conforto in quegli spazi verdi, in quelle colline, e lo scontro con Billie arriva subito: lui chiuso in ufficio a cercare una spiegazione, prove, dettagli per quanto successo; lei, che riesce in quanti hanno fallito con il cavallo più difficile e dotato della scuderia.
Quanto lei non lo mette su un piedistallo e ogni volta, nei loro scontri verbali, lui ne esce sconfitto, allo stesso tempo, lui non le permette di colpevolizzarsi, vedendola al di là della maschera triste che indossa davanti a tutti.
Nella bellissima cornice del Gold Rush Ranch, delle colline verdi, dei cavalli e del lavoro quotidiano della fattoria, Billie e Vaughn stringono una sorta di accordo tacito, che li lega come un filo invisibile, nonostante i completi eleganti di lui e gli stivali sporchi di fango di lei, perché entrambi permettono all’altro di essere semplicemente se stesso.

«Lui è la roccia di cui ho bisogno. La roccia che ho passato tutta la vita a cercare.

…….

Mi ha semplicemente...lasciato libero di provare tutte le emozioni del caso. Quando tutti intorno a me volevano che mi sentissi in un certo modo, lei mi ha permesso di essere semplicemente me stesso»




La parte dello “slow burn” è ben sviluppata, come sempre da quest’autrice, riuscendo a tenerci con il fiato sospeso fino ai momenti davvero “hot” che non sono mai troppi o troppo pochi, in un mix che non delude.
Dobbiamo infine segnalare che alla fine del libro troviamo la novella dedicata alla storia dei nonni di Vaughn, che chiude il volume in modo particolare, storia che era stata pubblicata come libro a se stante e che qui si rivela una scelta vincente.



Valutazione: cinque stelle!

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