Sognatori, la nostra Rebecca ci parla oggi del romanzo A boy called Rainbow di Robin Knight, edito Triskell Edizioni. Pronti a scoprire tutti i dettagli?
Trama
A volte l’amore non guarisce le ferite.
Le rende degne di essere vissute.
L’amore ha mille colori… e a volte nasce quando tutto il resto crolla.
Miles Tate è a un passo dal realizzare il suo sogno: aprire una galleria d’arte a New York. Ma quando i suoi piani vanno in frantumi, è costretto a lasciare la città e accettare un incarico ben pagato nella tranquilla Hope’s Bluff, in Georgia.
Valutare la collezione di un artista defunto dovrebbe essere semplice, se non fosse per il nipote: un giovane affascinante e irrequieto, segnato da segreti profondi e da un talento che brucia sotto la pelle. Tutti lo chiamano Rainbow.
Tra scontri, attrazione e ferite mai rimarginate, Miles scopre che dietro la rabbia di Rainbow si nasconde un’anima fragile e luminosa. Ma entrambi portano con sé il peso del passato, e amare significa rischiare tutto.
Miles se ne andrà quando il lavoro sarà finito…
o troverà il coraggio di restare e lasciarsi amare da un ragazzo chiamato Rainbow?
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Il parere di Rebecca (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)
Sognatrici,
eccomi di ritorno con una recensione di un romanzo di un autore che non conoscevo, ma che mi ha davvero colpita.
Vi parlo di "A boy called Rainbow", un romanzo che parla sí di amore, ma anche di un amore più esteso, la famiglia, non necessariamente quella di sangue.
Miles è il primo dei due protagonisti che ci viene presentato. Sembra un uomo un po' noioso, fagocitato dalla sua routine e dal suo sogno, accecato al punto da non accorgersi di cosa gli accade sotto al naso. E invece il destino prima lo deride, togliendogli tutto, poi gli dà un'occasione per riscoprirsi, ritrovarsi e capire che quello che vedeva negli occhi del suo ex compagno non era davvero lui.
Miles è un personaggio atipico, un eroe senza mantello, con un cuore grande e il coraggio di chi si deve rimettere in piedi.
L'incontro con Rainbow lo cambia irrimediabilmente. Questo ragazzo che all'inizio sembra un enigma, un musone chiuso al mondo e strano, che invece nasconde tante ferite.
"Mi chiesi quante altre serrature Rainbow avesse inceppato nel suo animo per non far entrare nessuno… e da quanto tempo."
Rainbow è un ragazzo che della vita ha conosciuto quasi solo la parte ruvida, brusca, cattiva. Questo almeno fino a quando non si ribella e scappa da quella che istituzionalmente è la sua famiglia. Una gabbia d'oro di aguzzini incapaci di amare, in grado solo di mortificarlo e ignorarlo, fino a farlo sentire una nullità, trasparente. E, soprattutto, non voluto.
Perché Rainbow è diverso: non sente. Almeno non per quanto riguarda l'udito. Ma sente col cuore, con la pelle, con gli occhi, con l'anima.
"Volevo dirgli… Che non era solo."
Se i primi incontri fra i due sono burrascosi e inconcludenti, quando Miles capisce che Rainbow è sordo e si impegna a imparare alcuni dei segni della medesima lingua, ecco che gli equilibri iniziano pian piano a spostarsi.
"Io non sono ciò che mi è successo. Lascia che ti mostri il vero me."
Rainbow vede il vero Miles, Miles impara che non è necessario dell'udito per sentire. Per farsi sentire. Per capire e ascoltarsi.
"Risi davanti all’incanto del momento e a quella bellezza incontrastata."
Rainbow ha la sua arte che parla per lui, il modo in cui si esprime e mostra ciò che vede, ciò che ha dentro. La sua arte è mistero e magia, una magia che strega Miles e lo affascina.
"Mi guardò con un sorriso gentile e potei quasi leggergli la mente. In quel momento, mi stava dando il permesso di prenderlo. Di farlo mio."
Miles impara a leggere ogni espressione, ogni movimento e le parole diventano superflue. Ci sono tanti modi di comunicare ed essi trovano quello che più si adatta loro.
La disabilità di Rainbow viene vista da diversi occhi. Quelli della sua famiglia che la incasella come qualcosa di cui vergognarsi. Una macchia sull'albero genealogico di una famiglia votata all'apparenza. Invece la nonna Odette, Delphine e Miles la vedono per quello che è: una diversità che lo rende unico, perché grazie a essa Rainbow è una persona differente dal resto di quella famiglia di arrivisti. Rainbow è un'anima ferita ma pulsante, ammaccata ma pronta ad aprirsi ancora alla vita e all'amore.
"Per me sei già un capolavoro. Ti farò bello quanto ti vedono i miei occhi."
Lui vede in Miles ciò che Miles forse non vede in se stesso da tempo immemore. Lo aiuta a riscoprirsi, a piacersi di nuovo.
"Sentii che la canzone ci assorbiva. Sentii che ci stavamo mescolando a essa. Rainbow non aveva bisogno di orecchie per sentirla. La sua anima ascoltava per lui."
Lui gli insegna a tornare a guardare col cuore, a sentire il battito che gli pulsa nel petto.
«Mi fai vedere il mondo con occhi così diversi. Mi fai vedere la bellezza nelle cose più piccole. Ti sarò per sempre grato di questo. Ne avevo bisogno. Dovevo vedere al di là di me.»
Non mi dilungo sul dipanarsi della trama, che mi è piaciuta e mi ha tenuta incollata allo schermo, ma date una possibilità a questo libro che tratta la diversità e la disabilità con un tatto e una delicatezza disarmanti.
Valutazione: 5 stelle!

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