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martedì 18 novembre 2025

Recensione: La piccola biblioteca dei segreti di Jenny Colgan

Sognatori, la nostra Debora ci parla oggi del romanzo La piccola biblioteca dei segreti di Jenny Colgan, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?






Trama



Dopo aver scoperto un libro antico e preziosissimo nella soffitta della prozia, Mirren Sutherland è diventata una delle cacciatrici di libri rari più rinomate del Regno Unito. Ma quando, a pochi giorni dal Natale, riceve una misteriosa richiesta da parte di Jamie McKinnon, giovane erede di un antico clan scozzese e proprietario di un castello in rovina, Mirren capisce che questa non sarà una semplice consulenza. Secondo una leggenda di famiglia, tra le mura del castello si nasconde un libro raro, talmente di valore da poter salvare l’intera tenuta. Jamie non sa dove cercare, ma sa che Mirren lo può aiutare a recuperarlo. Peccato che sul treno per la Scozia Mirren si imbatta in una sua vecchia conoscenza, l’affascinante e competitivo cacciatore di libri rari Theo Palliser, diretto a sua volta alla dimora dei McKinnon. Tra indizi criptici lasciati da un nonno amante di indovinelli, biblioteche polverose, passaggi segreti e paesaggi innevati, Mirren, nonostante una serie di sfide senza esclusione di colpi si troverà suo malgrado a collaborare con Theo. Ma più si avvicina al misterioso libro, più Mirren si rende conto che il vero tesoro potrebbe non essere un oggetto fatto di carta e inchiostro appartenente ai McKinnon, ma un amore tutto da scrivere...

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Il parere di Debora (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



I libri che parlano di libri, librerie e biblioteche mi affascinano sempre. Se poi ci aggiungiamo una copertina colorata e accattivante e la promessa di un’ambientazione in un antico castello scozzese nel cuore dell’inverno ecco che per me diventa impossibile resistere.
Con questo entusiasmo ho iniziato la lettura dell’ultimo romanzo di Jenny Colgan, pubblicato in Italia da Newton Compton editori (che ringrazio per la copia digitale) con la traduzione di Valentina Lombardi e Valentina Legnani. “La piccola biblioteca dei segreti” vede due cacciatori di libri rari, Mirren Sutherland e Theo Palliser, che, pochi giorni prima di Natale, all’insaputa l’uno dell’altra vengono convocati da Jamie McKinnon, il giovane e ammaliante erede di un antico clan scozzese e proprietario di un castello in rovina, situato in mezzo al nulla nel cuore della Scozia, sulla costa affacciata sul Mare del Nord. Mirren e Theo si sono già incontrati in passato e hanno un rapporto di amore-odio, condito da una reciproca attrazione. In questa occasione hanno il compito non certo facile di scovare un libro raro che pare nascondersi nell’antico maniero, seguendo le tracce di un indovinello criptico lasciato in eredità del nonno di Jamie. Si tratta di una sfida impossibile perché il nonno era un accumulatore seriale di libri (oh, nonno James, quanto ti capisco!) e li ha disseminati letteralmente in ogni stanza del castello, impilati a casaccio, negli scaffali strabordanti delle biblioteche. Sì, al plurale, perché ovviamente ce ne è più di una e nessuna segue un senso logico: per esempio, un’antica collana di opere di Dickens si trova vicino a un libro di ricette, che a sua volta è addossato a una collezione di annuari di Jack Frost. Non solo: il tempo stringe, perché i proprietari rischiano di perdere la loro dimora se non riusciranno a pagare le tasse entro gennaio.
Gli ingredienti per una lettura piacevole ci sono tutti: un mistero da risolvere, una storia di famiglia da ricostruire, un pizzico di romance che non guasta – con un intrigante triangolo amoroso iniziale – e un’ambientazione da favola. Il punto di forza del romanzo sono proprio le descrizioni della rocca (“il castello era talmente bello da spezzare il cuore” cit.), del paesaggio circostante (“era un panorama di una bellezza selvaggia da levare il fiato” cit.) e della tempesta di neve che si scatena sui malcapitati protagonisti e li costringe ad una forzata prossimità. La caccia al tesoro e l’impossibilità di allontanarsi dal castello creano dinamiche interessanti fra Mirren, Theo e Jamie e permettono di conoscere meglio anche gli altri due personaggi del romanzo, ovvero la sorella di Theo, Esme e la vera anima del maniero, Bonnie. Inoltre, emergono informazioni sorprendenti sul passato del nonno di Jamie.
Nella parte centrale del libro la trama perde un po’ di mordente, perché la ricerca e la risoluzione degli indizi richiedono una notevole sospensione dell’incredulità da parte del lettore e forse io sono troppo razionale per questo sforzo. Nel finale tutte le tessere del puzzle si incastrano, fin troppo velocemente, e regalano il lieto fine che tutti ci aspettiamo dalle novelle natalizie.

Valutazione: 3,5 stelle.

giovedì 23 ottobre 2025

Recensione: Mistero al profumo di cannella di R. L. Killmore

Sognatori, la nostra Debora ci parla oggi del romanzo Mistero al profumo di cannella di R. L. Killmore, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?





Trama

Dopo una rottura umiliante e con il cuore a pezzi, Nia cerca rifugio nella quiete della sua città natale, Cinnamon Falls, dove intende rimuginare in pace sulla sua vita incasinata. Al suo arrivo, tutti sono in fermento per l’annuale Festa d’autunno, un evento che attira visitatori da ogni dove, pronti a divertirsi con il tradizionale gioco del morso alla mela, l’intaglio delle zucche, spettacolari fuochi d’artificio e l’attesa incoronazione del Re e della Regina del paese. Ma, a pochi giorni dall’apertura, una scoperta scioccante sconvolge l’atmosfera di festa: un corpo viene ritrovato nel piccolo ristorante locale, accanto a un biglietto con su scritto: Chi sarà la prossima vittima? Nia decide di indagare e unisce le forze con i residenti di Cinnamon Falls, incluso il suo alto, moro e affascinante ex fidanzato del liceo, Jesse, che non ha mai del tutto dimenticato... Riusciranno a risolvere il caso prima che venga ucciso qualcun altro?

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Il parere di Debora (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



“Mistero al profumo di cannella” è il primo romanzo di R. L. Killmore pubblicato da Newton Compton, che ringrazio per la copia digitale, con la traduzione di Laura Mastroddi.
Il lettore viene immediatamente conquistato dalla copertina, che rappresenta un graziosissimo diner, con tanto di zucche, acero e immancabile gatto nero. Ci si potrebbe dunque aspettare un cozycrime molto cozy e poco crime, e invece nell’opera della Killmore la parte del mistero è preponderante.
Ma andiamo con ordine. Come succede in molti romanzi che si basano sul trope del second chance, la protagonista Nia fugge dalla grande città dopo una profonda delusione d’amore e ritorna nella piccola cittadina di origine, Cinnamon Falls, dove tutto profuma di cannella e dove fervono i preparativi per la Festa d’Autunno, che si svolge ogni anno il secondo fine settimana di ottobre e che è un evento molto sentito da tutti gli abitanti. A Cinnamon Falls Nia ritrova la sua famiglia più ristretta (i genitori e il fratello, oltre alla gatta Midnight – che, per inciso, rimane il mio personaggio preferito!) e quella allargata dei concittadini. Come in ogni piccola città che si rispetti, tutti ovviamente sanno tutto di tutti… o forse no?
Più che altro, Nia ritrova Jesse, il suo ex, che ha lasciato sei anni prima in seguito a un evento drammatico che aveva sconvolto l’intera comunità. I sentimenti fra i due non si sono mai sopiti del tutto e riemergono prepotentemente durante i loro inevitabili incontri.
L’atmosfera idilliaca fatta di gelati alla cannella e festoni autunnali viene però spezzata quando un crimine efferato mette fine alla vita di una donna che rappresenta il cuore stesso della comunità e un inquietante biglietto lasciato sul cadavere fa presagire che presto qualcun altro morirà. Le indagini vengono affidate alla polizia locale, di cui fa parte anche Jesse, il quale viene presto esonerato in quanto troppo legato alla vittima.
Spinta dall’affetto per la vittima, Nia non riesce a non immischiarsi, ma in più di un’occasione il suo comportamento rasenta l’incoscienza e la sconsideratezza, tanto più che lavora in uno studio legale e dovrebbe sapere come ci si comporta quando si ha a che fare con una scena del crimine. Devo ammettere che di fronte a certe sue decisioni la mia reazione è stata: seeee, vabbé, lallèro (che in lucchese significa “ma cosa cappero dici? Ma che combina questa?”). Aiutata dalla sua amica Morgan, che con i suoi capelli viola e le sue uscite alleggerisce certi toni cupi della trama, Nia porta avanti un’indagine parallela e insieme a Jesse apre un vaso di Pandora che rivela un risvolto tutt’altro che sereno della cittadina.
Se Nia è una scheggia impazzita, Jesse rappresenta il classico eroe buono ma con il cuore a pezzi, con un passato ancora da risolvere e un profondo attaccamento alla sua famiglia e alla sua comunità. Se vogliamo trovargli un difetto, è un po’ troppo perfetto e paziente con Nia e anche il loro chiarimento è troppo rapido. Gli altri personaggi di contorno e la cura dei dettagli, fatti di colori, suoni, sapori e odori, contribuiscono a coinvolgere il lettore nella trama, tanto che la settimana in cui si svolge la storia passa velocemente. L’autrice è bravissima a depistare il lettore, facendogli credere di avere individuato il colpevole, ma poi nel finale un colpo di scena rivela una verità ben diversa.
Una lettura consigliata proprio nelle giornate uggiose di questo periodo, magari accompagnandola con i biscotti alla cannella e una gustosa tisana, perfetta sia per chi ama i gialli che per gli appassionati di romance, anche se la parte romantica rimane in secondo piano (ma c’è, fidatevi: basta leggere bene fino all’ultima pagina).


Valutazione: 3,5 stelle, soprattutto perché la protagonista femminile è un tantino irritante.


sabato 9 agosto 2025

Recensione: La libreria dei delitti di Jennifer Gladwell

Sognatori, la nostra Debora ci parla oggi del romanzo La libreria dei delitti di Jennifer Gladwell, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?





Trama

Un grande successo in Inghilterra
Ai primi posti delle classifiche
Una libreria che nasconde affascinanti misteri dell’antico Egitto
Una squadra di librai decisa a risolvere il caso
Una libraia con la mente acuta e un talento per i guai: Lucy di certo non è una detective, ma davanti a un misterioso omicidio non può tirarsi indietro.

«Dall’antico Egitto alla Londra scintillante dei ruggenti anni Venti, una lettura dall’atmosfera decisamente retrò ma con uno stile super contemporaneo e un ritmo serrato: un mix vincente!»
«Un giallo arguto, intricato e deliziosamente divertente. La lettura perfetta per i fan di Agatha Christie.»
«Ho amato l'ironia dei personaggi,
ma soprattutto ho amato Lucy, un'eroina moderna.»
In una scintillante Londra anni Venti, Lucy Darkwether è determinata a seguire solo le proprie regole. Dopo aver annullato il fidanzamento per laurearsi in Storia Antica a Oxford, è ora la fiera proprietaria di una libreria a Londra. Tra un evento mondano e l’altro, si dedica al suo lavoro e si interessa al recente ritrovamento di una mummia in Egitto, trasportata a Londra. La mummia verrà esposta nella libreria antiquaria accanto alla sua, e Lucy non nasconde la delusione. Ma il tanto atteso evento sta per avere una svolta imprevista: un brutale omicidio... a tema. Lucy sembra la candidata ideale per risolvere il mistero: è intelligente ed è appassionata di antico Egitto. Chi può essere l’autore di un assassinio così efferato? Si tratta di una vendetta privata o di una maledizione che colpisce chi rivela i segreti di Iside? Mentre la polizia continua invano a cercare una soluzione, Lucy si improvvisa detective, aiutata da un’improbabile e appassionata squadra di librai. Ma l’omicidio non è un gioco, e ciò che scopriranno avrà conseguenze impreviste...

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Il parere di Debora (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Adoro i libri che parlano di libri e vado pazza per i cozy crime, pertanto non potevo lasciarmi sfuggire “La libreria dei delitti”, l’intrigante giallo di Jennifer Gladwell, appena pubblicato da Newton Compton con la traduzione di Giulia Lupieri.
Protagonista del romanzo è Lucy Darkwether, una giovane donna appartenente a una famiglia dell’alta società londinese – con qualche difficoltà economica – che ha scandalosamente annullato il fidanzamento con un facoltoso rampollo – che avrebbe rimpinguato le casse familiari – per laurearsi in Storia Antica a Oxford. Una scelta a dir poco inappropriata per i canoni di un secolo fa. E non solo: ha anche pensato bene di aprire una libreria, grazie al sostegno del professor Tollesbury, uno suo ex docente, che ha abbandonato l’insegnamento per dedicarsi alla rilegatura dei tomi. Completano lo staff il libraio Felix, con un passato misterioso ma con uno straordinario talento da venditore, il timido apprendista rilegatore Toby e Susan, amica di vecchia data di Lucy che si occupa della contabilità. Saranno proprio loro ad aiutare Lucy a risolvere un caso agghiacciante che scuote Londra: una serie di morti legate al ritrovamento di una mummia egizia grazie a una spedizione organizzata dal British Museum. Il primo decesso è avvenuto in Egitto proprio all’apertura della tomba e pare dunque che la maledizione del re abbia iniziato a colpire tutti coloro che sono responsabili della profanazione di un luogo sacro.
L’isteria collettiva travolge la città e trasporta il lettore in un’atmosfera esotica ed esoterica, in cui non mancano piste false, colpi di scena, un colpevole che sembra scontato e invece la faccenda è molto più intricata, mitomani e immancabili tazze di tè. Ovviamente Scotland Yard non vede di buon occhio il coinvolgimento di Lucy nella faccenda, ma ben presto l’ispettore Hayes capitola e riconosce quanto sia brillante la mente della protagonista. Lo svelamento finale e la ricostruzione di tutti i delitti è una sorpresa eppure, a ben vedere, tutti i dettagli erano stati disseminati ad arte nel corso delle pagine e quindi il movente è plausibile e tutto torna.
Non manca una parentesi rosa, appena accennata, con un triangolo amoroso che coinvolge la protagonista, l’ex fidanzato e un affascinante ispettore di Scotland Yard.
Con un ritmo serrato e con una prosa ricca ma non pesante, “La libreria dei delitti” tiene il lettore incollato alle pagine per scoprire chi c’è dietro alla maledizione. Il romanzo di Gladwell ha tutte le caratteristiche per essere apprezzato dagli amanti dei gialli all’inglese e da chi cerca una lettura di intrattenimento da godersi durante le ferie.

Valutazione: 4 stelle.

martedì 25 febbraio 2025

Recensione: I sette corvi di Matteo Strukul

Sognatori, la nostra Debora ci parla oggi del romanzo I sette corvi di Matteo Strukul, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?




Trama

Una leggenda riecheggia tra le montagne e le tinge di sangue
Un autore da oltre un milione di copie
Una leggenda che si scaglia
come una maledizione
e delle strane morti che potrebbero celare una mano diversa da quella umana...

Gennaio 1995. A Rauch, minuscolo paese della Val Ghiaccia, gola sperduta in una delle più remote lande delle Alpi Venete, quasi al confine con il Friuli, viene ritrovato il cadavere della giovane insegnante Nicla Rossi. Il volto, escoriato, è stato privato degli occhi, come se qualcuno glieli avesse strappati. La polizia di Belluno incarica l’ispettrice Zoe Tormen e il medico legale Alvise Stella di recarsi sul luogo, poiché le dinamiche dell’omicidio fanno pensare a un potenziale serial killer. I due non potrebbero essere più diversi: Zoe ha trent’anni, è figlia della montagna e sembra uscita dalla copertina di un disco di musica grunge; Alvise, invece, è un uomo di città, ama i completi, la musica classica e gli scacchi. Anche se i loro mondi sembrano destinati a collidere, dovranno unire le forze, perché nella morte di Nicla niente è come sembra. A Rauch si annida un male profondo che neanche la neve è riuscita a spazzare via; un male che affonda le sue radici nella sete di giustizia e in un’antica leggenda. Il passato è diventato presente e forse non è un caso che proprio Zoe sia giunta a Rauch...

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Il parere di Debora (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Il mio amore per la lettura è nato quando ero una ragazzina delle medie. Ricordo che un anno i miei genitori mi regalarono una raccolta intitolata “Le più belle leggende del Trentino”, che narrava storie di folklore, mitologia, magia e creature fantastiche che popolavano le montagne. Alcune storie erano crudeli, altre parlavano di amori impossibili, altre ancora si incentravano sul potere di Madre Natura. L’ultimo romanzo di Matteo Strukul, “I sette corvi”, appena pubblicato da Newton Compton, mi ha riportato alla memoria quelle storie.
Siamo nell’inverno del 1995 quando un brutale omicidio sconvolge la vita di Rauch, un paesino sperduto nella Val Ghiaccia, sulle montagne al confine fra Friuli e Veneto. Il cadavere di un’insegnante della scuola media locale, molto apprezzata, viene rinvenuto nel bosco e il killer sembra essersi accanito contro di lei con particolare efferatezza, tanto da cavarle persino gli occhi. In supporto alla polizia locale, sul posto arrivano una giovane ispettrice di Belluno, Zoe Tormen, e lo stimato medico legale Alvise Stella. Due personaggi che non potrebbero essere più distanti di A e Z, le iniziali dei loro nomi: Zoe è una donna di montagna, dall’aspetto grunge, che ascolta Kurt Cobain (suicidatosi pochi mesi prima), mentre Alvise è sempre elegante, preferisce la musica classica ed è decisamente più pacato di questa forza della natura che guida in maniera spericolata una macchina da rally lungo i tornanti innevati.
Zoe e Alvise trovano alloggio presso la Locanda dei sette corvi, gestita da Rauna, una donna che sembra riemergere da un libro di fiabe. L’aspetto fiabesco si scontra con l’origine del nome della locanda, che fa riferimento alla leggenda locale, secondo la quale 500 anni prima una donna, accusata di stregoneria, è stata arsa viva insieme a sette corvi.
Sin dalle prime pagine emerge un continuo senso di inquietudine, enfatizzato dalle descrizioni di un paesaggio intenso, maestoso e ostile: le Alpi sono minacciosamente sublimi. Dalle indagini sembra che l’assassino conosca bene i corvi e voglia uccidere insieme a loro, imitandone le ferite inferte dai becchi. Sarà davvero questa la soluzione del caso? O le successive morti, misteriose e raccapriccianti, porteranno in una direzione completamente diversa? E l’arrivo di Zoe sarà stato casuale?
La trama ruota proprio intorno alle figure femminili, depositarie di un sapere che trascende il reale e sfocia nel sovrannaturale. In particolare, la protagonista nasconde un vissuto doloroso, che si intravede nel suo sguardo, ma che si scontra con una determinazione straordinaria. Uno spirito guerriero che dovrà affrontare il freddo e l’orrore che si scagliano contro il paesino come una piaga biblica, che vuole punire gli abitanti, discendenti di coloro che arsero la donna e i corvi cinque secoli prima, e in generale l’umanità per lo scempio causato alla natura. “Le montagne guardano, le montagne sanno. Le montagne ricordano e non perdonano”.
La narrazione è in un continuo crescendo di suspence, sia per gli eventi reali che per gli elementi onirici. Non mancano i riferimenti culturali a Stephen King e al film di Brandon Lee, “Il Corvo”, oltre a una succosa playlist di canzoni del periodo.
Pur non amando gli horror thriller, devo ammettere che questo romanzo mi ha conquistato. Certo, non va letto prima di andare a dormire perché le immagini fin troppo vivide popoleranno i vostri sogni e non riuscirete più a osservare gli uccelli senza provare un brivido lungo la schiena.

Valutazione: 4 stelle.

martedì 14 gennaio 2025

Recensione in anteprima: Una mente assassina di Angela Marsons

Sognatori, la nostra Debora ci parla del romanzo Una mente assassina di Angela Marsons, edito Newton Compton e in uscita oggi. Pronti a scoprire tutti i dettagli?





Trama


Quando la detective Kim Stone viene chiamata a casa di Samantha Brown, trova la giovane donna distesa sul letto con la gola tagliata e un coltello in mano. Senza segni di effrazione o lotta, Kim classifica la sua morte come un tragico suicidio. Ma una visita ai genitori di Samantha fa scattare in Kim dei segnali d’allarme: è sicura che non le stiano dicendo tutta la verità. Grazie a un dettaglio nascosto in una fotografia, la detective si rende conto di aver commesso un gigantesco errore. Samantha non si è tolta la vita, è stata assassinata. Quando in un lago della zona viene trovato il corpo di un giovane, anche lui con la gola tagliata, Kim capisce che c’è un collegamento tra questa nuova vittima e Samantha. In comune hanno un soggiorno a Unity Farm, un ritiro per persone che vogliono abbracciare uno stile di vita alternativo. Sotto la facciata accogliente del luogo, la detective e la sua squadra scoprono una comunità sinistra che si nutre delle vulnerabilità emotive dei suoi adepti.
Kim sa che mandare uno dei suoi agenti sotto copertura alla Unity Farm è rischioso, ma sa anche che è l’unica possibilità per catturare l’assassino prima che un’altra vita venga spezzata...
Una comunità apparentemente pacifica dentro cui si annidano il male e un assassino spietato.

Un nuovo caso per la detective Kim Stone.


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Il parere di Debora (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)


Ho scoperto Angela Marsons un paio di anni fa e da allora ho letto tutti i thriller della serie incentrata sulla detective Kim Stone e sulla sua squadra, sempre concentrata nella risoluzione di crimini agghiaccianti. “Una mente assassina”, appena pubblicato da Newton Compton con la traduzione di Anna Ricci, è il dodicesimo romanzo della serie e ha confermato la grande capacità dell’autrice di dipingere scenari inquietanti e di entrare nell’animo umano.
Anche in questo caso abbiamo una trama principale, che vede la squadra impegnata a risolvere una serie di omicidi legati a una strana comunità in cui le persone si ritirano in cerca di uno stile di vita alternativo (ma che nasconde tutt’altro), e una sottotrama, in cui il protagonista è Bryant, il braccio destro di Kim, e uno dei suoi primi casi, quando ancora era un agente semplice, che lo ha segnato nel profondo e che continua a vivere nei suoi incubi sebbene siano passati più di 20 anni da allora. Le due linee narrative si alternano e si incrociano e il lettore non riesce a staccarsi dal romanzo, complici anche i capitoli brevi. Io per prima mi dico sempre: ma sì, dai, ne leggo giusto un altro, che tanto sono poche pagine. Ed ecco che le oltre 300 pagine si divorano in pochi giorni, perché l’adrenalina scorre a fiumi e si vuole sapere come andrà a finire. E vi assicuro che anche questa volta il finale – angosciosamente sorprendente – non vi deluderà.
Il romanzo si apre dunque con il ritrovamento del cadavere di una giovane donna con la gola tagliata, inizialmente classificato come suicidio dalla stessa Stone. Il colloquio con i genitori della vittima e la comparsa di un altro cadavere con lo stesso squarcio alla gola però fanno comprendere alla detective di aver commesso un errore madornale e danno il via alle indagini che portano alla scoperta di una comunità apparentemente idilliaca, che però nasconde una vera setta, perché le sette si travestono sempre da qualcos’altro. E poi: chi è quell’uomo grande e grosso, sempre vestito di nero, che pare comparire dietro ogni angolo? Le investigazioni sembrano non procedere, pertanto l’unico modo per saperne di più è infiltrare un agente, che abbia i requisiti adatti per attirare i reclutatori: serve una persona almeno apparentemente ingenua, vulnerabile e magari coetanea delle vittime. Kim ha individuato il candidato perfetto, ma sarà davvero in grado di resistere alle lusinghe di un luogo che promette pace e serenità e invece cela insidie che potrebbero essere fatali? E la stessa Kim avrà capito fino in fondo quanto sia pericolosa la missione affidata all’agente?
Fra silenzi accusatori, sensi di colpa, relazioni tossiche, famiglie disfunzionali, lavaggio del cervello e riprogrammazione, un padre disposto a tutto per evitare che l’assassino della figlia sia rimesso in libertà, tecniche psicologiche manipolative utilizzate per indottrinare i membri della setta con conseguenze estreme, la Marsons fa nuovamente centro con una storia che tiene sempre altissima l’attenzione del lettore e che gli appassionati del genere non si possono perdere.
Aspetto il prossimo!


Valutazione: 5 stelle!

lunedì 16 dicembre 2024

Recensione: Mistero nella casa dell'usignolo di Riku Onda

Sognatori, la nostra Debora ci parla oggi del romanzo Mistero nella casa dell'usignolo di Riku Onda, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?



Trama


Ogni anno da quattro anni, le tre scrittrici Eriko, Naomi e Tsukasa, l’editor Eiko e la manager Shizuko si riuniscono alla casa dell’usignolo per ricordare la loro mentore e amica Tokiko Shigematsu, autrice di bestseller dalla penna geniale che si è tolta la vita con del veleno. Anche quest’anno le cinque donne sono pronte a celebrare Tokiko per un paio di giorni. I preparativi procedono regolarmente, quando un corriere bussa alla porta e recapita un mazzo di fiori con un inquietante messaggio: «Affinché non dimentichiate il vostro delitto, invio questi fiori per ricordare la defunta». Ben presto queste parole così sibilline innescano una serie di accuse e confessioni, portando le donne, e i lettori, a chiedersi se davvero si sia trattato di un suicidio o piuttosto di un omicidio; e soprattutto, se tra loro si nasconda un’assassina.
Una scrittrice morta quattro anni prima, cinque donne a lei legate, e un misterioso mazzo di fiori. Apparentemente nessuna è colpevole, ma in realtà tutte hanno qualcosa da nascondere.

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Il parere di Debora (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Inquietudine.
Questa è la sensazione prevalente che ho provato durante la lettura di “Mistero nella casa dell’usignolo” di Riku Onda, pubblicato in Italia da Newton Compton con la traduzione di Francesco Vitucci.
La trama si sviluppa in poco più di 48 ore, dal mercoledì prima di pranzo al venerdì pomeriggio, in occasione del consueto appuntamento annuale di cinque donne, che si ritrovano alla Casa dell’Usignolo per commemorare Shigematsu Tokiko, una scrittrice geniale e di grande successo, suicidatasi quattro anni prima per avvelenamento. Eiko era l’editor di Tokiko ed è lei che ospita le altre donne presso la casa in cui viveva la scrittrice. Le altre protagoniste sono Eriko, Naomi e Tsukasa, a loro volta scrittrici, e Shizuko, una manager, sorella di Tokiko.
Un corriere consegna loro un mazzo di gigli accompagnato da un biglietto che contiene un messaggio inquietante e un’accusa potente: “Affinché non dimentichiate il vostro delitto, invio questi fiori per ricordare la defunta”. Si tratta di uno scherzo crudele? O fra loro si nasconde davvero un’assassina? E come faceva il mittente a sapere che quei fiori sarebbero entrati alla perfezione in un particolare vaso presente nell’abitazione?
Dopo l’iniziale smarrimento, le cinque donne ripercorrono le ultime ore di vita di Tokiko, condividendo i dubbi sul fatto che si sia trattato di omicidio o di suicidio e dando origine a un processo privato che apre un vaso di Pandora di gelosie, recriminazioni e accuse reciproche. Si tratta dunque di un thriller psicologico, la cui atmosfera tesa si stempera grazie alle interessanti parentesi sulla scrittura, sulla lettura e sulla cultura giapponese, che permettono al lettore di tirare il fiato e di riposarsi dai ripetuti tentativi di capire chi stia davvero dicendo la verità. Alcune volte, però, queste parentesi sembrano un po’ forzate e potrebbero aumentare lo stato confusionario.
Alternando adorazione e disprezzo, emerge chiaramente che Tokiko ha sempre esercitato un campo magnetico per le altre donne, che continuano ad essere perseguitate dal suo spettro e nel finale viene suggerito l’unico modo per liberarsi da questa maledizione.
Il romanzo è un vero rompicapo e la rivelazione conclusiva spiazza del tutto le ipotesi costruite del lettore. Personalmente, dopo le iniziali difficoltà con i nomi, ho apprezzato la descrizione accurata degli ambienti e delle abitudini, che mi ha trasportato in Giappone, e l’analisi psicologica delle protagoniste, oltre al senso di inquietudine e di mistero che l’autrice è riuscita a mantenere fino alle ultime pagine.



Valutazione: 4 stelle.

mercoledì 6 novembre 2024

Recensione: Amori e segreti al Pumpkin Spice Café di Laurie Gilmore

Sognatori, la nostra Debora ci parla oggi del romanzo Amori e segreti al Pumpkin Spice Café di Laurie Gilmore, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?




Trama

Un caffellatte speziato può cambiarti la vita
Benvenuti a Dream Harbor: questa è la stagione per innamorarsi.
Quando Jeanie riceve in eredità dalla zia l’amato Pumpkin Spice Cafè a Dream Harbor, decide di cogliere al volo l’occasione e di costruirsi un nuovo inizio lontano dal noioso lavoro d’ufficio. Tutti nella cittadina sembrano conquistati dal buon umore di Jeanie e dal suo strepitoso caffellatte speziato; tutti eccetto Logan, uno scontroso contadino che detesta i pettegolezzi e preferisce stare da solo. Ma l’esuberanza di Jeanie e un mistero che incombe sul Pumpkin Spice Cafè costringeranno Logan a passare molto tempo con la strana ragazza di città. Riuscirà a resistere a lei e al suo caffellatte speziato?

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Il parere di Debora (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)


Dream Harbour è un’incantevole cittadina balneare sulla costa del New England, capitanata dal sindaco Kelly che si rivolge ai suoi concittadini chiamandoli dreamers, sognatori, e prende le decisioni basandosi sui propri sogni, più o meno premonitori. Già questo basterebbe per catapultare il lettore in un’atmosfera da small town un filino surreale, ma molto divertente, che ricorda le dinamiche di “Una mamma per amica” (e che l’autrice di cognome faccia Gilmore mi pare proprio un segno dell’universo!).

Ma andiamo con ordine. “Amori e segreti al Pumpkin Spice Café – un caffelatte speziato può cambiarti la vita” è il romanzo di Laurie Gilmore appena uscito con Newton Compton Editori con la traduzione di Laura Mastroddi e con una copertina graziosissima, in perfetto stile autunnale, con tanto di foglie gialle e zucche. La trama si svolge fra ottobre e novembre e ruota intorno a Jeanie Ellis, appena diventata proprietaria del Pumpkin Spice Café, dopo che la zia Dot è andata in pensione e ha pensato bene di partire per godersi il sole dei Caraibi. Zia e nipote non potrebbero essere più diverse: spirito libero la prima, maniaca del controllo e paranoica la seconda. La decisione di Dot ha un tempismo perfetto, perché un evento traumatico ha fatto capire a Jeanie che è giunto il momento di lasciare Boston e un lavoro stressante e cambiare vita, in un autunno che per lei diventa una nuova primavera.

Protagonista maschile è Logan, quintessenza del contadino sexy, barba lunga e camicia di flanella incluse, che preferisce la compagnia degli animali della fattoria (sei galline, due capre e un alpaca, ognuno con il nome di una star della musica) a quella degli umani, fatta eccezione per pochi amici. Orfano di entrambi i genitori, è stato cresciuto amorevolmente dai nonni e, di fatto, adottato dall’intera cittadina. L’anno precedente si era innamorato profondamente di Lucy, anche lei di Boston, anche lei giunta a Dream Harbour per un viaggio di ricerca esistenziale, che però lo aveva lasciato, triturandogli il cuore. Con questo bagaglio emotivo, è chiaro che Logan cerchi di fare di tutto per evitare di lasciarsi coinvolgere da Jeanie, che a prima vista possiede le stesse caratteristiche della sua ex, anche se sin da subito scatta uno strano formicolio sottopelle ogni volta che se la trova davanti. Un formicolio peraltro ricambiato, ma Jeanie ha troppe insicurezze da affrontare e troppi problemi da gestire nella sua nuova esistenza per cedere al fascino di Logan. Ad alimentare le paranoie di Jeanie contribuiscono vari episodi apparentemente inspiegabili che avvengono di notte: rumori inquietanti, bidoni dell’immondizia rovesciati, atti di vandalismo. Qualcuno ha preso di mira il Pumpkin Spice café o la sua nuova proprietaria? Il romanzo offre dunque un piccolo mistero da risolvere – con alcuni siparietti esilaranti.

Sebbene la storia ruoti intorno al rapporto fra i due protagonisti, non mancano dei personaggi comprimari che rimangono nel cuore: la pasticcera Annie, la libraia Hazel, il bel Noah, capitano della barca per i tour di pesca, i nonni di Logan, lui taciturno come il nipote, lei totalmente negata per la cucina e dall’animo moderno, strizzata in felpe psichedeliche e leggings fucsia (la adoro!). E, più che altro, ci sono i membri del club del libro, ovvero i veri padroni della città, che alternano i commenti sui romanzi (per lo più erotici) che leggono e i pettegolezzi su ciò che avviene a Dream Harbour. Una piccola comunità di grandi ficcanaso, insomma.

Se proprio devo trovare un difetto, sono i capitoli spicy sul finale, fin troppo espliciti per questo tipo di romanzo. Nell’insieme è comunque una lettura davvero deliziosa, specialmente in questo periodo dell’anno, magari davanti al caminetto e sorseggiando una bevanda calda.

Valutazione: 4,5 stelle!

martedì 3 settembre 2024

Recensione: Amori e altre complicazioni. You, with a View di Jessica Joyce

Sognatori, la nostra Debora ci parla oggi del romanzo Amori e altre complicazioni. You, with a View di Jessica Joyce edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?



Trama



La vita di Noelle Shepard è alla deriva: non ha un lavoro, abita coi suoi genitori e ha appena perso l’amata nonna Kathleen, a cui era legatissima. Un giorno, per caso, scopre una lettera d’amore e delle vecchie foto, che ritraggono la nonna insieme a uno sconosciuto. Sono giovani, felici e innamorati. Noelle vuole saperne di più, perciò crea un TikTok per trovare l’uomo del mistero. Il video diventa virale e, con sua gran sorpresa, il nipote risponde. Peccato che sia Theo Spencer, la sua nemesi del liceo. Sexy e irriverente, Theo non è il compagno che Noelle vorrebbe in quest’avventura. Eppure, la porta da suo nonno Paul, che le svela la verità e le racconta della sua fuga d’amore finita male con Kathleen. Noelle decide allora di partire per la luna di miele che i due non hanno mai potuto fare. Paul si unisce all’impresa e insiste perché anche Theo partecipi. Costretti a trascorrere tanto tempo insieme nello spazio ristretto di un’auto, Noelle e Theo prima si detestano, poi si piacciono, infine cominciano ad amarsi. Ma Theo nasconde un segreto che può cambiare tutto...
Due nemici giurati dei tempi del liceo. Un viaggio indimenticabile.
Una storia d’amore che travolge, frizzante e commovente.


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Il parere di Debora (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)


“Amori e altre complicazioni – You, with a view” è il romanzo d’esordio di Jessica Joyce, pubblicato da Newton Compton con la traduzione di Laura Mastroddi.

Protagonista e io narrante è Noelle Shepherd che, alla soglia dei 30 anni, si ritrova a vivere di nuovo con mamma e papà dopo aver perso l’amatissima nonna, scomparsa da pochi mesi, ed essere stata licenziata da un lavoro d’ufficio che invece non amava per niente. La vera passione di Noelle è la fotografia, ma l’ha accantonata da tempo, dopo che un fotografo con cui aveva collaborato l’aveva costantemente umiliata, minando in maniera irrecuperabile la fiducia nelle sue capacità. Scartabellando fra i ricordi di nonna Kathleen, Noelle si imbatte in una lettera d’amore indirizzata a Kathleen e firmata da un certo Paul e in foto che li ritraggono insieme un paio d’anni prima che lei sposasse nonno Joe, di cui era innamoratissima. Chi è quest’uomo? Decisa a scoprirne l’identità, Noelle crea un video su TikTok che presto diventa virale e che le permette di risalire all’identità del primo amore della nonna. Uno dei commenti al video è del nipote di Paul, ovvero Theo Spencer, nemesi di Noelle durante tutti gli anni del liceo: entrambi primeggiavano in classe e nelle materie extracurriculari ed erano in costante competizione.

A differenza di Noelle, che pare non avere ancora trovato il proprio posto nel mondo, Theo è in continua ascesa, tanto da meritarsi una copertina su Forbes. Ma è davvero tutto oro ciò che luccica? Nonostante la reticenza iniziale, Theo fa incontrare Paul e Noelle e fra i due si instaura da subito un bellissimo rapporto, tanto che il nonno acconsente a condividere con Noelle le lettere ricevute da Kathleen. Per Noelle è un modo per sentire la nonna ancora vicino a lei. E non solo: fra i ricordi di Paul c’è anche la mappa del viaggio di nozze che lui e Kathleen avevano programmato e che non sono riusciti a mettere in pratica. Noelle decide dunque di realizzare il sogno della nonna, ripercorrendo proprio quell’itinerario, in compagnia di Paul e di Theo che non lo vuole lasciare partire da solo. “C’è così tanto in ballo in questo viaggio: il mio legame con la nonna, la mia amicizia con Paul, il mio cauto rientro nel mondo della fotografia.”

Comincia così un viaggio on the road, in cui si intrecciano i battibecchi fra Noelle e Theo, la scoperta reciproca delle rispettive crepe e il racconto della storia di Kathleen e Paul attraverso le lettere, in una specie di trama parallela che rivela che all’inizio anche Kathleen e Paul non si sopportavano (ecco un doppio enemies-to-lovers), in cui i giovani ovviamente si avvicinano e divampa la passione, con pagine che lasciano poco all’immaginazione.

Il romanzo di Joyce è molto attuale, grazie al ricorso al mondo digitale di TikTok. È una storia di speranza e di guarigione, un viaggio fisico attraverso i panorami più spettacolari degli Stati Uniti (basta guardare l’incantevole copertina per averne un’idea) e soprattutto un viaggio spirituale di elaborazione del lutto, di rinascita e di consapevolezza delle proprie capacità. Inoltre, è un tributo alla fotografia come forma d’arte, “un’esperienza così intima e allo stesso tempo universale.” Infine, l’autrice ci regala la rappresentazione di varie forme d’amore: l’amore fra nonni e nipoti, l’amore acerbo che non supera le avversità e l’amore appassionato fra i protagonisti.

La scrittura è scorrevole e la trama alterna momenti divertenti e commoventi. La tensione sessuale fra i protagonisti è chiara sin dalle prime pagine e l’esito è scontato, ma nell’insieme è una lettura piacevole, perfetta per l’estate.



Voto: 3,5 stelle

venerdì 26 luglio 2024

Recensione: La donna sul tetto di Ruth Mancini

Sognatori, la nostra Debora ci parla oggi del romanzo La donna sul tetto di Ruth Mancini, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?




Trama


Un grande thriller
Un suicidio? Un incidente? 
O qualcosa di molto più oscuro? Una donna viene trovata senza vita sul marciapiede davanti al palazzo di una banca londinese: è caduta dal venticinquesimo piano. La polizia concentra subito i suoi sospetti su Tate Kinsella, un’impiegata che confessa di aver incontrato la vittima poco prima della morte. La donna deceduta infatti è Maddy, la moglie del capo di Tate, con il quale quest’ultima avrebbe una relazione. Tate giura di essere stata incastrata. Sarah, l’avvocata incaricata del suo caso, le crede e decide di provare la sua innocenza. Poco dopo, Tate viene rilasciata per mancanza di prove. Tuttavia, Sarah comincia ben presto a dubitare delle parole della sua cliente: man mano che le indagini proseguono, infatti, diventa chiaro che Tate sa ben più di quanto dice. Cosa sta nascondendo? È davvero innocente, o dietro la morte di Maddy si cela qualcosa di ancora più oscuro?
Una storia di segreti, ossessioni... e vendetta.


Link per l'acquisto: https://tinyurl.com/ycyruch5


Il parere di Debora (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



“La donna sul tetto” è un avvincente thriller psicologico scritto da Ruth Mancini e pubblicato da Newton Compton con la traduzione di Amerigo Dercenno. Nel prologo, la protagonista, Tate Kinsella, viene arrestata con l’accusa di omicidio dopo che una donna è precipitata dalla terrazza posta al venticinquesimo piano di un palazzo di Londra. Le viene assegnato un avvocato d’ufficio, Sarah Tellermann, che le chiede di raccontarle la sua versione, partendo dall’inizio.

Sebbene l’identità della vittima venga rivelata prestissimo e il movente possa sembrare banale, Mancini ci conduce in un viaggio assai complesso. Il romanzo si articola in sei parti, che alternano i dialoghi fra legale e assistita, i rapporti della polizia e numerosi flashback. Tate si dimostra un narratore inaffidabile e, in particolare nei capitoli iniziali, gli eventi si susseguono in maniera apparentemente confusionaria: Tate racconta una storia che non sta in piedi, dichiara una cosa e poi la ritratta, mente alla polizia. Insomma, destabilizza il povero avvocato difensore e il lettore fatica a empatizzare con la protagonista (a dire la verità, a me stava proprio sullo stomaco), perché si cerca una verità che sembra cambiare ad ogni pagina e ci si chiede: ma perché si sta comportando in questo modo? Cosa sta nascondendo e perché?

Proseguendo con la lettura, però, si viene catturati in un groviglio tortuoso di segreti scandalosi e bugie devastanti dove niente, ma proprio niente, è come sembra. E proprio in questo sta la genialità della trama proposta da Mancini: con una prosa ipnotica e dal ritmo serrato, si viene portati a credere a una storia quando invece la realtà è ben diversa e nasconde riferimenti a tematiche di attualità sconcertanti. E anche il giudizio sulla protagonista sarà di tutt’altro genere.

I colpi di scena sono diffusi sapientemente nel corso dell’intero libro e mantengono altissima la tensione, perché ogni rivelazione apre uno scenario sorprendente senza essere sensazionalistico. Capitolo dopo capitolo, il lettore si costruisce un potenziale intreccio che poi viene regolarmente smontato grazie a una trama ricca di svolte intriganti e persino commoventi. Anche la ripetizione di alcune scene, narrate però alla luce delle nuove consapevolezze, non appesantisce la trama, bensì aiuta il lettore ad apprezzare l’arguzia della sceneggiatura (e leggendolo capirete perché ho usato proprio questo termine). Preparatevi ad essere manipolati e, credetemi, ne uscirete pure soddisfatti!

Non voglio rischiare di spoilerare la trama, perché vi priverei del piacere di immergervi in una storia ben strutturata e sbalorditiva. Se cercate un romanzo con dei personaggi femminili forti, dove si fa giustizia ai torti subiti e la vendetta diventa un piatto servito ben freddo, in un crescendo adrenalinico, allora non perdetevi “La donna sul tetto”.


Valutazione: 4,5 stelle.

giovedì 18 luglio 2024

Recensione in anteprima: Come Darcy di Erika Pomella

Sognatori, la nostra Debora ci parla in anteprima del romanzo Come Darcy di Erika Pomella, in uscita oggi per Triskell Edizioni. Pronti a scoprire tutti i dettagli?



Trama


Elizabeth Bennett ha in comune più di una cosa con l'eroina di Orgoglio e Pregiudizio. Non solo il nome, non solo l'avere una sorella maggiore di nome Jane, ma anche una madre che la vuole accasata e felice. Ma Lizzie è felice soprattutto quando è al lavoro, alla guida del Piccadilly Davies Hotel. Peccato che la sua serenità è messa a dura prova quando si trova a dover lavorare a stretto contatto con il proprietario della struttura, Alexander William Davies.
Alexander Davies ha sempre messo la reputazione della sua famiglia al primo posto e ora è più che mai determinato a portare al successo la nuova struttura alberghiera che ha aperto al centro di Londra. Razionale e preciso, Alexander pensa di essere pronto a tutto. L'unica cosa che non ha previsto nella sua vita è l'irruenza di una donna orgogliosa come Elizabeth Bennett che è testarda quanto lui e determinata ad avere sempre l'ultima parola. Quando, complici una zia impicciona e i tabloid inglesi, i due sono costretti a fingere di essere fidanzati tanto Elizabeth quanto Alexander capiranno che forse il lavoro non è tutto.
Tra migliori amici traumatizzati, sorelle dal cuore spezzato, prime pagine di giornale e vecchie conoscenze che fanno ritorno, Alexander ed Elizabeth si troveranno a combattere spesso dalla stessa parte della barricata, prima che i pregiudizi dell'una e l'orgoglio dell'altro minino la possibilità di andare incontro alla felicità.

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Il parere di Debora (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)


Elizabeth è stata appena promossa direttrice del Davies’ Hotel a Piccadilly, Londra, il fiore all’occhiello dell’intera catena di hotel di lusso appartenenti all’omonima famiglia e attualmente gestiti da Alexander, ultimo discendente di una stirpe di uomini determinati, dotati di un fiuto infallibile per gli affari, ambiziosi e orgogliosi. La determinazione non manca nemmeno a Elizabeth, che a poco più di 30 anni ricopre un ruolo cruciale e di grande responsabilità. Un traguardo che ha orgogliosamente raggiunto solo con le sue forze, e non certo grazie ai beni di famiglia. Certo, entrambi non sono privi di pregiudizi. Per Elizabeth, in quanto ricco, di potere e di successo, Alexander è per forza superficiale. E per lui, certi comportamenti possono essere letti solo in modo negativo.
Come dite? Ho usato troppo spesso i termini orgoglio e pregiudizio? Ebbene, sappiate che l’ho fatto volutamente. Perché “Come Darcy”, l’ultimo romanzo di Erika Pomella pubblicato da Triskell Edizioni, è un graziosissimo retelling proprio del capolavoro di Jane Austen.
Gli elementi austeniani sono numerosi, ben distribuiti e mai forzati. La protagonista, povera stella, si chiama davvero Elizabeth Bennet, perché la madre è una fan di Jane Austen e ha pensato bene di assegnarle il nome di una delle eroine più iconiche della letteratura inglese. E proprio la madre spinge Elizabeth a trovarsi un uomo, possibilmente ricco, come se i risultati professionali raggiunti non contassero. Ma non è l’unica a pensarla in questo modo: anche Alexander si trova a fronteggiare la zia Katherine, che gli rinfaccia di non essere un uomo completo perché, a 40 anni, è ancora lo scapolo d’oro. Entrambi, dunque, devono far fronte alle aspettative matrimoniali delle rispettive famiglie e qui l’autrice con uno stratagemma efficace inserisce il trope del finto fidanzamento, che è sempre fonte di battibecchi succulenti per la trama e per farci entrare nella mente dei protagonisti, grazie anche alla narrazione con il POV alternato.
Elizabeth e Alexander sono testardi e “sempre ai due lati di una barricata, ognuno determinato solo a dimostrare di essere dalla parte della ragione”. Confesso che in alcuni momenti li avrei presi volentieri a calci nel sedere, ma credo che questo sia sintomo di un romanzo ben congegnato, nel quale il lettore si sente coinvolto fino a desiderare di essere proprio lì, nel cuore di Londra, a sbrogliare la matassa di incomprensioni basate su orgoglio (ferito) e pregiudizi sui quali entrambi si arroccano.
Oltre all’intreccio dei due protagonisti, ho amato molto la storia di Jane (sorella di Elisabeth) e di Andrew (migliore amico di Alexander), due personaggi dall’animo buono, a cui fa da contraltare l’odioso Daniel Willoughby, che ha scatenato in me pensieri vendicativi notevoli.
Erika Pomella ci regala un’ottima rilettura di “Orgoglio e Pregiudizio” in chiave moderna, arricchita da riferimenti a tematiche di attualità, quali il potere dei tabloid, la dipendenza dal gioco d’azzardo e il revenge porn.
Una lettura perfetta per gli appassionati della zia Jane e non solo.


Valutazione: 4,5 stelle.

lunedì 20 maggio 2024

Recensione: Delitto all'ora del tè di Catherine Coles

Sognatori, la nostra Debora ci parla oggi del romanzo Delitto all'ora del tè di Catherine Coles, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?






Trama

1947. Come ringraziamento per la brillante risoluzione del caso precedente, Martha Miller è l’ospite d’onore alla fiera di Winteringham. Stavolta, i suoi unici compiti saranno giudicare i cani più belli in gara al concorso e godersi un buon tè in compagnia dell’affascinante pastore della chiesa locale Luke Walker, lontano dai pettegolezzi e da sguardi indiscreti. O almeno, questo è ciò che credeva...
Nel bel mezzo della fiera, infatti, la setterina irlandese di Martha, Lizzie, scopre proprio dietro il tendone allestito per il tè il corpo senza vita di una giovane donna. Ma chi può aver ucciso una ragazza così giovane, e perché? A quanto pare, qualcuno nel villaggio ha dei segreti da nascondere... e sembra che Martha e Luke abbiano un altro caso da risolvere.
Che le indagini abbiano inizio!
Un paesino inglese, una tranquilla fiera di campagna e un misterioso omicidio.
Non c’è pace per la nostra Martha Miller.
Riuscirà a far luce anche su questo caso grazie al suo spirito d’osservazione?

Link per l'acquisto: https://tinyurl.com/ymu5a45p



Il parere di Debora (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)


Ho sviluppato una leggera ossessione per i cozy crime e, quando mi sono state mostrate le nuove uscite di Newton Compton, ho subito adocchiato “Delitto all’ora del tè” di Catherine Coles, pubblicato in Italia con la traduzione di Marta Lanfranco.

Si tratta in realtà del secondo volume di una serie incentrata sulle investigazioni di Martha Miller e del vicario Luke Walker, ambientata nella campagna inglese del secondo dopoguerra, ma lo si può leggere anche avendo saltato il primo, perché nel corso della storia sono comunque esplicitati i riferimenti all’episodio precedente, senza peraltro appesantire il racconto. Anzi, è proprio grazie al contributo fondamentale di Martha alla risoluzione del mistero del primo volume che la troviamo ospite d’onore della sagra di Winteringham, un paesino non lontano da quello in cui vive, con il compito di giudicare gli esemplari canini più belli. Martha è accompagnata da sua sorella Ruby, da due amiche regine del pettegolezzo e dall’inseparabile Luke, che l’aveva aiutata a risolvere anche il crimine precedente, e che approfitta dell’occasione per far visita a un suo vecchio amico, Freddie, anche lui vicario proprio a Winteringham. Appena arrivati, percepiscono qualcosa di strano nel paesino, e poco dopo è proprio Martha a scoprire il cadavere di una giovane ragazza, nascosto in uno dei tendoni della festa. Si tratta della bella nipote del vicario e, vista anche l’esilarante cialtroneria dell’imberbe poliziotto del villaggio, nonostante l’iniziale reticenza, sta a Martha e Luke rimboccarsi le maniche e scoprire chi ha commesso il fatto.

La narrazione in prima persona di Martha permette al lettore di seguire il suo processo deduttivo, che, dopo lunghe chiacchierate con tutti i sospetti, spesso davanti a fumanti tazze di tè, culmina nello svelamento dell’assassino, ricordando lo stile di Hercule Poirot.

Cosa ho amato di questo giallo: sicuramente l’ambientazione in un paesino dell’Inghilterra rurale, con le dinamiche di una piccola comunità in cui tutti si conoscono e i vari segreti di Pulcinella a fare da contorno. Ho apprezzato lo sviluppo delle investigazioni, basato su deduzioni logiche e non supportato dai moderni mezzi, quali analisi del DNA o altri dispositivi tecnologici. Nel corso dell’intero romanzo, Martha e Luke incontrano (e ufficiosamente interrogano) le persone che potrebbero essere coinvolte o responsabili dell’assassinio, andando così a svelare numerose bugie, che aumentano la confusione degli investigatori amatoriali e dei lettori, e una serie di rapporti più o meno sconvenienti.

Rientra nella categoria delle relazioni poco appropriate anche quella fra Martha e l’affascinante vicario. Martha, infatti, risulta ancora regolarmente sposata, sebbene suo marito Stan sia sparito molti anni fa da un giorno all’altro, senza alcun apparente motivo, tanto che nel primo romanzo giravano le voci che la stessa Martha lo avesse seppellito nel campo di patate. E anche qualora riuscisse a divorziare, le norme dell’epoca impedirebbero a un vicario di sposare una donna divorziata. Peccato che fra i due ci sia una profonda stima reciproca, sempre sul punto di sfociare in qualcosa di romantico. Ecco, questo conflitto emotivo viene ripetuto più volte nel corso della narrazione e può risultare noioso per il lettore.

Nell’insieme, “Delitto all’ora del tè” è una lettura piacevole, che offre momenti di svago e spunti di riflessione su come la società trattava le donne 80 anni fa. Ahimè, molte cose non sono cambiate.


Valutazione: 3,5 stelle.

sabato 27 aprile 2024

Recensione: La custode dei libri antichi e dimenticati di Barbara Davis

Sognatori, la nostra Debora ci parla oggi del romanzo La custode dei libri antichi e dimenticati di Barbara Davis, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?




Trama

Ashlyn Greer, commerciante di libri rari, ha un dono: percepisce l’eco dei vecchi proprietari dei volumi, un’impronta emotiva che solo lei è in grado di cogliere tra il profumo di carta, inchiostro e pelle antichi. Per questo quando scopre due testi gemelli rilegati ad arte all’apparenza mai pubblicati, non può che appassionarsi alla loro storia, tanto che quei libri diventano un’ossessione per lei. Non solo le dediche sono una sorta di accusa, ma gli autori, Hemi e Belle, raccontano versioni discordanti della stessa tragica storia d’amore. Senza avere idea alcuna di come quei volumi siano arrivati fino a lei, Ashlyn si ritrova immersa in un mistero letterario che risale a decenni prima, attirata da quei due cuori spezzati. Determinata a saperne di più sugli amanti sfortunati, si immerge nelle pagine consunte, seguendo un sentiero disseminato di promesse infrante e tradimenti imperdonabili. Più si avvicina al finale e più Ashlyn si rende conto che la vicenda di Hemi e Belle la coinvolge a un livello viscerale, profondo. E se quei capitoli scritti in un lontano passato potessero cambiare il suo presente per sempre?
Una collezionista di libri rari. Un amore con un finale ancora da scrivere.
Passato e presente si intrecciano tra le pagine e ti cambiano per sempre la vita.

Link per l'acquisto: https://tinyurl.com/yc2jwjv9



Il parere di Debora (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Mi intrigano sempre I libri che parlano di libri e, quando ho visto il titolo del romanzo di Barbara Davis “La custode dei libri antichi e dimenticati”, tradotto da Amerigo Dercenno e pubblicato da Newton Compton Editore, che ringrazio per la copia, ne sono stata subito affascinata. La dedica iniziale, poi, mi ha irrimediabilmente conquistata: “Questo libro è dedicato ai bibliotecari e ai librai… Custodi dell’immaginazione, guaritori di cuori affamati, creatori di incontri con la parola scritta. Dove saremmo senza il vostro amorevole impegno?”

Con queste premesse, mi sono gettata a capofitto in una trama non semplice, perché è narrata su due piani temporali: il 1941 a New York e il 1984 nel New Hampshire. Qui vive Ashlyn Greer, proprietaria di una libreria specializzata nella vendita e nel restauro di libri rari, sempre alla ricerca di nuovi tesori nascosti. Possiede un dono, che a volte diventa una maledizione: la psicometria, ovvero “la capacità di leggere gli echi emessi da certi oggetti inanimati, i libri, per la precisione” (da cui il titolo originale del romanzo, “The echo of old books”). Un giorno si imbatte in uno strano tomo, recuperato dallo scatolone proveniente da una biblioteca privata, intitolato “Rimpiangendo Belle”. Non riporta l’autore né l’editore e, sebbene all’inizio sia silenzioso, poco dopo Ashlyn percepisce un cuore spezzato. È un libro di memorie? Una lettera di addio? Gli altri echi rimandati dal romanzo trasmettono rancore, tradimento e dolore, provati dall’io narrante che parte dal primo incontro avvenuto con Belle, nell’agosto del 1941.

Il mistero si infittisce quando emerge un altro romanzo, anche quello senza autore ed editore, intitolato “Per sempre ed altre bugie”, che emana accusa, tradimento, disperazione e cuore spezzato, ma questa volta si tratta di un’eco femminile. È la versione di Belle della storia raccontata dall’altro autore.

Si tratta di metaletteratura? Di narrativa sperimentale? Il lettore rimane invischiato in questo triangolo, trovandosi a leggere le due versioni della stessa storia, una storia d’amore chiaramente finita male, narrate dai due protagonisti. E ovviamente ci sono le sensazioni di Ashlyn, che scopre di avere molto in comune con Belle in quanto a bagaglio emotivo ingombrante. Ho spesso provato l’impulso di abbracciare la protagonista, che è stata davvero messa alla prova dalla vita, abbandonata da chi avrebbe dovuto amarla. Tornando alla trama, se si trattasse di finzione, non si spiegherebbero gli echi possenti; pertanto, Ashlyn cerca di saperne di più e coinvolge in questo viaggio Ethan: dopo la morte del padre, ha donato diversi scatoloni provenienti dalla sua biblioteca, fra i quali sono stati trovati i due romanzi. L’evolversi del rapporto fra Ashlyn e Ethan è un’altra piccola gemma di questo romanzo.

“La custode dei libri antichi e dimenticati” ci permette di comprendere il ruolo delle donne nell’America degli anni Quaranta del secolo scorso, in particolare di quelle appartenenti alle famiglie molto abbienti di un’epoca che ha visto una crescita esponenziale dell’antisemitismo: le fanciulle erano destinate a rispettare il proprio ruolo nella società, sposandosi e dedicandosi alla cura dei figli, sempre un passo indietro rispetto ai propri mariti. Ma Belle voleva di più e il romanzo mostra il suo percorso di crescita, i suoi errori e i suoi atti eroici, e quella rabbia nella quale si è rifugiata per proteggersi dal dolore e dalla sofferenza provocati da chi amava. Ma la versione narrata da Hemi sembra raccontare una storia leggermente diversa, e il lettore non riesce a staccarsi dalle pagine perché vuole capire cosa sia successo veramente (e i colpi di scena non mancheranno, credetemi!).

Sebbene all’inizio abbia avuto qualche difficoltà per il continuo cambio di prospettiva (in fin dei conti, è come leggere tre libri in uno), devo ammettere che la prova d’autrice di Barbara Davis è stata ampiamente superata. Il romanzo regala un saliscendi di emozioni, dal dolore al perdono, dalla disperazione alla speranza, senza mai cadere nel banale. Una lettura che mi sento di consigliare.


Valutazione: 4 stelle.

lunedì 4 marzo 2024

Recensione: Scommettiamo? di C.J. Morgan

Sognatori, la nostra Debora ci parla oggi del romanzo Scommettiamo? di C.J. Morgan, edito Triskell Edizioni. Pronti a scoprire tutti i dettagli?



Trama


Rayne Weston è sicura di due cose. La prima è che l’occasione di lavorare come fisioterapista nella squadra dei Boston Celtics è quanto di più vicino a un sogno possa immaginare. La seconda è che se un imprevisto è in agguato dietro l’angolo di sicuro lei ci andrà a sbattere contro.
In tutti i sensi.
Che tale imprevisto abbia le sembianze di TJ Thortone, stella indiscussa dell’NBA, che torna a calcare il parquet dopo due anni di lontananza per infortunio, è solo un altro scherzo del destino.
TJ e Rayne sono uno l’opposto dell’altra. Come potranno due mondi così diversi trovare un compromesso? Entrambi nascondono dei segreti e hanno più paura di quanto non diano a vedere. Scommettiamo che il destino ci metterà lo zampino?

Link per l'acquisto: https://tinyurl.com/2hebz3zn


Il parere di Debora (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Prendi TJ Thortone, un giocatore di basket dell’NBA, appena rientrato nei Boston Celtics dopo una lunga assenza dovuta a un brutto infortunio. Un uomo bello come il sole, consapevole del fascino dovuto alla sua notorietà e al suo fisico statuario. Un uomo per il quale sedurre è come respirare.

Prendi poi la dottoressa Rayne Weston, una giovane fisioterapista appena assunta dai Celtics, minuta e con una cascata di ricci rossi e lentiggini sul viso, bella ma non certo secondo i canoni consueti, con un passato ingombrante – le cicatrici sulla spalla, seppure nascoste dal tatuaggio di un mandala, ne sono testimoni – e un presente non meno complesso – una madre gravemente ammalata che necessita di cure molto costose. Solitaria e timida come un panda rosso.

Metti che TJ e Rayne si scontrano in un bar e vengono immortalati dai paparazzi: sarà lei l’ennesima conquista della stella del basket?

Aggiungi poi i migliori amici dei due protagonisti, ovvero Finn, che lavora come commercialista, e Beth, che fa la chef a domicilio. E più che altro, gli unici a conoscere veramente TJ e Rayne.

Per concludere, inserisci un patto di finto fidanzamento fra i due, così da dare alla stampa l’immagine di stabilità di cui TJ ha bisogno e da fornire a Rayne i medicinali necessari alla madre, visto che la famiglia di TJ possiede un’azienda farmaceutica. Una soluzione che sembra favorevole per entrambi: è solo un accordo razionale nel quale i sentimenti non sono coinvolti. Peccato però che le cose non andranno proprio così, perché di mezzo c’è anche una scommessa.

Questi sono gli ingredienti di partenza di ”Scommettiamo?” un incantevole sport romance scritto a quattro mani da due autrici che si firmano con lo pseudonimo C.J. Morgan e pubblicato da Triskell Edizioni.

Se, come me, non siete appassionati di sport, non temete: amerete comunque questo romanzo, perché la trama è così ben congegnata e la crescita dei personaggi è così coinvolgente che il basket diventa un elemento secondario. Certo, si parla di partite, scontri sul campo, play off e finali, ma il cuore della storia sono i due protagonisti e le loro mille sfaccettature. Dietro la loro apparenza, infatti, si cela ben altro e la presenza dei due migliori amici consente al lettore di conoscerne più a fondo le vere personalità e le fragilità che si nascondono dietro la maschera rispettivamente dello scanzonato e borioso campione di pallacanestro e della stimata professionista che fa tutto da sola. Insomma, sono personaggi tridimensionali e la prosa scorrevole delle autrici e i vari espedienti utilizzati ci permettono di accompagnarli in un processo di maturazione che vi strapperà sorrisi, sospiri, arrabbiature e alcuni momenti di commozione. Il romanzo regala anche qualche parentesi erotica che è ben inserita nella trama.

La storia è narrata per lo più con il doppio POV dei protagonisti, ma Beth e Finn meritano un po’ di spazio ed è per questo motivo che in qualche capitolo l’io narrante passa a loro. Adorabile poi l’espediente grafico con cui vengono indicati: i capitoli raccontati in prima persona da TJ hanno un pallone da basket, per Rayne c’è un piccolo panda rosso, per Finn la zampa della sua cagnolona Athena e per Beth il cappello da chef.

Confesso che il mio giudizio favorevole è stato influenzato anche dall’ambientazione: a Boston ho studiato tanti anni fa e, grazie a questo romanzo, ci sono ritornata. In ogni caso, se cercate una lettura romantica e con il giusto grado di piccantezza, non lasciatevi scappare “Scommettiamo?”: vi assicuro che sarà una scommessa vincente.

Valutazione: 4.5 stelle.

mercoledì 7 febbraio 2024

Recensione: Notte di neve e sangue di Triona Walsh

Sognatori, la nostra Debora ci parla oggi del romanzo Notte di neve e sangue di Triona Walsh, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?




Trama

Sei amici in trappola. Un delitto. Uno di loro è un assassino.
Un’isola avvolta nel mistero, una tormenta, un passato sepolto, un futuro mortale.
Un grande thriller

«Credevo che la morte di Maura fosse stata un incidente. Ma quando ho visto le impronte nella neve, ho capito tutto: i miei più cari amici mi stavano mentendo, e tra di loro si nascondeva l’assassino... Ma chi era?»
Nella notte di Capodanno sei amici di lunga data si ritrovano su un’isola al largo della costa occidentale dell’Irlanda. Sono passati dieci anni dal drammatico incidente che li ha divisi e hanno deciso di onorare l’anniversario della tragica morte di Cillian ricordando i bei momenti trascorsi insieme. Mentre attendono la mezzanotte tra bicchieri di vino e chiacchiere, sotto una violenta tempesta di neve che rende impossibili spostamenti e comunicazioni, si accorgono che una di loro manca all’appello: Maura sembra svanita nel nulla. La donna viene ritrovata poco dopo in fondo a una scogliera frastagliata, brutalmente assassinata. Chi l’ha uccisa e perché? Con il passare delle ore, diventa sempre più chiaro che ciascuno di loro ha qualcosa da nascondere agli altri. La neve li intrappola in casa e antichi segreti vengono pian piano alla luce. Nessuno sa più di chi fidarsi: tra di loro c’è un assassino, e chiunque potrebbe essere il prossimo a morire.

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Il parere di Debora (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)



Inis Mor è la maggiore delle tre isole Aran, ultimo avamposto europeo prima del Nuovo Mondo. Lunga dodici chilometri e larga tre, conta una popolazione di circa 800 abitanti che difendono strenuamente la propria cultura gaelica, parlano irlandese fra loro e non vedono di buon’occhio chi non è nato su quelle rocce spazzate da forti venti e onde possenti. È qui che vive e lavora come garda Cara, la protagonista del thriller di Triona Walsh “Notte di neve e sangue”, appena pubblicato da Newton Compton Editori con la traduzione di Carlotta Mele.
Cara non è un’isolana e non parla gaelico, quindi i locali non vogliono interagire con lei, sebbene sia l’unica rappresentante delle forze dell’ordine. Trascorreva le vacanze sull’isola sin da ragazzina ed è durante quelle estati spensierate che ha stretto legami profondi con un gruppo di amici: i fratelli Cillian e Seamus, Ferdia, Sorcha, Daithì e Maura. Cillian e Cara si sono sposati e hanno avuto due bambini, ma dieci anni fa durante la notte di Capodanno un terribile incidente in mare ha provocato la morte di Cillian e da quel momento tutto è cambiato. Solo Daithì e Maura sono rimasti a Inis Mor con Cara, rispettivamente come proprietario del pub e insegnante alla scuola primaria. In occasione del decimo anniversario dalla scomparsa di Cillian, però, gli amici decidono di riunirsi per commemorarlo ed è così che inizia la trama di questo romanzo. Anzi, il primo capitolo si apre in maniera molto inquietante con la descrizione di una delle attrattive naturalistiche dell’isola, una piscina scavata nelle rocce dalla forza dirompente del mare e chiamata dai locali la Tana del Serpente. Una piscina che molti in estate utilizzano per cimentarsi in tuffi avventurosi, sfidando le correnti. Non certo in inverno quando le condizioni climatiche sono piuttosto avverse. Eppure, proprio a pochi giorni dal Capodanno, qualcuno vi getta un cadavere. Un cadavere che farà luce su una tragedia passata e che aprirà il vaso di Pandora.
Il meteo è uno dei comprimari della storia: la tempesta di neve che colpisce l’isola la rende irraggiungibile dalla terraferma, pertanto nessuno può arrivare né partire. Quindi, anche l’assassino continua ad aggirarsi su quel territorio sferzato da una tormenta che aumenta la sensazione di claustrofobia dei personaggi e del lettore: la tensione ricopre ogni cosa e altera ogni movimento, proprio come la neve con il territorio. Perché più cose Cara scopre e meno capisce, più elementi emergono e più dubbi si sollevano su chi si pensava di conoscere e invece si rivela tutt’altro: i fischi demoniaci del vento che sibila rispecchiano la tempesta che imperversa nel cuore della protagonista.
La penna di Triona Walsh regala un thriller adrenalinico, dove – complice l’ostilità climatica – affetti, amicizie, tradimenti e segreti si intrecciano fino alla risoluzione finale, tutt’altro che banale, perché “i migliori depistaggi si basano su supposizioni affrettate, sul desiderio che le cose vadano in un certo modo” (cit.)
Una lettura che vi appassionerà fino all’ultima pagina.


Valutazione: 4.5 stelle.

sabato 25 novembre 2023

Recensione: Un matrimonio, un delitto e due investigatori a quattro zampe di Antony Johnston

Sognatori, la nostra Debora ci parla oggi del romanzo Un matrimonio, un delitto e due investigatori a quattro zampe di Antony Johnston, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?



Trama

Per le indagini ci vuole fiuto
Guinevere “Gwinny” Tuffel, ex attrice in pensione, scopre improvvisamente di essere al verde: la consistente eredità lasciatale da suo padre si è esaurita, a lei non resta che vendere la grande casa di famiglia e cercare un modo per guadagnarsi da vivere. Ma cosa potrebbe mai fare un’anziana diva del cinema ormai dimenticata da tutti? Il matrimonio dell’amica Tina con il facoltoso imprenditore Remington De Lucia offre a Gwinny la possibilità di prendersi una pausa dai problemi finanziari e rilassarsi in una stupenda villa. O almeno, così pensava: infatti, poco prima della cerimonia, lo sposo viene assassinato. E non è tutto: la polizia concentra i suoi sospetti proprio sulla povera Tina.
Forte della sua passione per i puzzle e decisa a dimostrare l’innocenza dell’amica, Gwinny comincia a indagare tra i vari invitati riuniti nella dimora di campagna. E non sarà sola: a farle compagnia e ad aiutarla nelle indagini ci saranno anche Fede e Spera, i due cani saluki che Tina ha ricevuto in regalo dalla futura cognata e di cui, adesso, Gwinny deve prendersi cura…
Venite a conoscere la nuova Miss Marple e i suoi adorabili levrieri

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Il parere di Debora (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)


Amanti dei cozy crime e dei cani, siete in cerca di un libro da leggere? Ho quello che fa per voi: “Un matrimonio, un delitto e due investigatori a quattro zampe”, il romanzo di Anthony Johnston, pubblicato da Newton Compton Editori con la traduzione di Stefania Cherchi. Un titolo evocativo, arricchito da una copertina graziosissima.

Come da tradizione del cozy crime, la protagonista è una donna di mezza età con un lavoro bizzarro. È un’ex attrice lontana dalle scene da molti anni, perché si è dovuta occupare del padre, venuto a mancare di recente e dal quale ha ereditato la passione per i gialli e per i puzzle. Purtroppo, ha ereditato solo quello: la situazione finanziaria, infatti, è tutt’altro che rosea e a 60 anni deve rimettersi in gioco e cercare un lavoro. Una circostanza che abbatterebbe chiunque, ma Guinevere Johanna Frida Anya Mathilde Tuffel, meglio conosciuta come Gwinny, non è una tipa qualunque: schietta, curiosa, arguta e pronta a tutto per salvare le persone (e i quadrupedi) a cui vuole bene. Ne sa qualcosa Tina Chapel, la sua migliore amica, che viene accusata di aver ucciso il suo promesso sposo, un magnate sanmarinese dell’olio di oliva, trovato cadavere nella biblioteca della villa di campagna di Tina pochi minuti prima delle nozze. Nonostante la lista dei sospettati sia ampia, la polizia locale sembra convinta di aver trovato il colpevole, ma Gwinny non si arrende e, con l’aiuto dei due saluki, ovvero i levrieri regalati alla futura sposa dalla cognata, e di un ex detective in pensione e del suo labrador condurrà le proprie indagini fino a individuare chi ha davvero commesso il crimine, perché “ciò che pensavo di aver visto, in realtà era qualcosa di completamente diverso” (cit.).

La narrazione in prima persona ci permette di seguire il ragionamento di Gwinny, incluse le false piste e gli inciampi nei quali cade, con una prosa sempre vivace e ricca di sfumature umoristiche che vi strapperanno più di un sorriso, perché gliene capiteranno una dopo l’altra. Nel finale Gwinny strizza l’occhio a Poirot: convoca tutti i personaggi chiave sulla scena del crimine e ripercorre i fatti salienti, fino alla sorprendente rivelazione del colpevole.

Oltre a Gwinny, è facile prendere in simpatia il suo compagno di indagini, il detective in pensione Alan Birch, su cui i cani possono sempre fare affidamento per del sano prosciutto. Ma sono ben delineati anche gli altri personaggi, con le loro dinamiche familiari e i loro piccoli segreti e grandi manie.

La trama è come un puzzle, un mistero da risolvere tessera dopo tessera. Perfetto per gli amanti del genere ma anche per chi non legge abitualmente i gialli e ha voglia di tuffarsi nella campagna inglese o fra le vie di Londra.


Valutazione: 5 stelle!