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mercoledì 24 giugno 2020

Recensione in anteprima: Quello che ancora non sai di me di Virginia Bramati

Sognatori, esce oggi il nuovo romanzo di Virginia Bramati, Quello che ancora non sai di me edito Giunti e la nostra Cecile lo ha letto in anteprima per noi. Curiosi di sapere tutto?


Trama

Caterina è cresciuta in Calabria, circondata dal calore di una grande famiglia, è diventata insegnante di Latino e Greco e sta per sposarsi con Francesco: ha davvero tutto per essere felice. Ma allora perché, al momento di aggiornare la sua posizione nelle graduatorie ministeriali, invece di Cosenza le sue dita indicano come destinazione Brescia? E come spiegare ai genitori e a Francesco questi 1000 chilometri che per un intero anno scolastico li separeranno?
Luca è avvocato, ma la missione che si è scelto è un’altra. In una grande villa donata da un benefattore a Sirmione, sul lago di Garda, ha dato vita non a un redditizio bed and breakfast di lusso bensì a una casa-famiglia per adolescenti allontanati dalle famiglie: sono ragazzi cui la vita ha tolto quasi tutto, e Luca – insieme alla pirotecnica Piera Mandelli, assistente sociale del Tribunale – vuole aiutarli a trovare il loro posto nel mondo.
E poi c’è Carla, che da dietro la vetrina del suo negozio osserva tutti senza giudicare, che con un tocco di colore restituisce il sorriso alle sue clienti, che appoggia il phon su una pila di libri e ama il suo mestiere proprio perché – come la lettura – le offre la possibilità di ascoltare ogni giorno nuove storie: Carla, la parrucchiera di Sirmione. Sarà proprio lei ad aiutare Caterina, Luca e i ragazzi della casa-famiglia a scoprire ciò che ancora non sanno di sé…
Attingendo come sempre alla vita vera, con tutta la sua concretezza, ancora una volta Virginia Bramati ci regala un romanzo pieno di humour, di umanità e di speranza: perché il cammino di ciascuno è fitto di ombre e di inciampi, ma se guardiamo il mondo con occhi luminosi scopriamo che la felicità è molto più vicina di quanto pensassimo.

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Il parere di Cecile (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)

“Si accettano carte di credito, fiori freschi e libri solo se molto amati. I sogni impigliati tra i capelli saranno restituiti all’uscita previo pagamento di un sorriso. La direzione”.

Questo è il terzo libro che leggo di Virginia Bramati, e come ogni volta mi tuffo nel suo mondo fatto di gentilezza, di delicatezza, di un linguaggio sempre educato, curato, incisivo e allo stesso tempo impalpabile che tanto le invidio. La capacità di Virginia di riuscire a dire tutto con poco, di creare soluzioni descrittive che a me non verrebbero mai in mente è uno di quei motivi per cui inizio a leggere già sapendo che arriverò alla fine piangendo tutte le mie lacrime mentre vago per casa avvolta nell’accappatoio chiedendomi dove si impari ad essere così. Non si impara, ecco tutto, lo si è e basta. L’eleganza è questo, un talento involontario che ci appartiene per nascita.

Poi c’è la storia.

Un giorno, uno a caso, di punto in bianco, mentre organizza il suo matrimonio, Caterina viene presa da una momentanea follia e fa domanda d’insegnamento al nord. Si ritrova con un contratto in mano per un anno in un posticino di cui non sa assolutamente nulla. Una città collocata da tutt’altra parte del mondo rispetto alla sua e una famiglia che la guarda un po’ sorpresa, chiedendosi come abbia potuto abbandonare tutto quello che aveva – famiglia, amore, stabilità – per ricominciare altrove.
Caterina continua a rassicurare sua madre: è solo un’esperienza di un anno, una fase passeggera. Tornerà presto, prestissimo, neanche se ne accorgeranno. Ma intanto lascia Francesco, fa le valigie e va via. E quando arriva in quel profondo nord così distante, con i suoi pacchi pieni di salumi, formaggi e biscotti, affronta se stessa. Quella sé che forse non riusciva più a sentire, circondata com’era da troppe voci, da tanti amici, da persone care che a volte sono un bozzolo in cui rifugiarsi, ma a volte un filtro dietro al quale sbiadiamo, dimenticando i nostri contorni.  

Ora, cosa succede quando il cuore è libero di battere in qualsiasi direzione? Quando non è più costretto  a seguire rotte prestabilite? Che malgrado lo si tenga imbrigliato, va dove vuole.

E si incontra con altre storie, che come la sua procedono a tentoni cercando di non sbagliare.

Come Luca.

Luca è una persona che invece ha già scelto, anche a costo di perdere tutto. E difatti l’ha perso. Ha lasciato un lavoro sicuro, una fidanzata e ora gestisce un centro di accoglienza, affacciandosi nelle vite di ragazzi con passati ingombranti e futuri incerti.

Luca e Caterina si incontreranno proprio per caso, ma da quel momento non si lasceranno più. Anche se la vita li spinge altrove, anche se i programmi di entrami erano altri. E da una scelta fortuita, ecco che il destino cambia colori.

In questo libro ho trovato una vita vera, quella che potrebbe essere di ognuno di noi, ma con più realismo di un rosa, che comunque segue rotte a volte solo verosimili, ma che purtroppo non ci succedono così spesso. Qui invece abbiamo persone normalissime, con problemi altrettanto normali, e ci sembra quasi di sentir parlare il vicino, un’amica che ci racconta cosa le è successo ieri e allora non è più un libro, ma quasi un ricordo. E in quel ricordo è talmente facile riconoscersi che potrebbe davvero essere una storia che capita anche a noi, le noi vere.

Questa è stata la mia sensazione.

E POI PARLIAMO CON ATTENZIONE DI LUCA.

Perché Luca è un detestabile individuo che ci farà soffrire fino all’ultima pagina, ma è davvero tenero e quindi lo perdoniamo. Un pochino. Poco. Pochissimo. Quanto basta per arrivare all’ultima pagina.

Pensiero: carino come tutti i libri di quest’autrice che so che adorate.

Valutazione: cinque cuoricini, cinque stelline, tre segnalibri, un porcellino d’india, otto bacini, sei bon bon al cioccolato e un beagle da strapazzare.

Controindicazioni del romanzo: Passerete il tempo a urlare: E DAI, LUCA. E INSOMMAAAAA.

Frase clou del romanzo: “Ma c’era proprio bisogno di organizzare tutto questo ambaradan per riuscire finalmente a baciarla?”

Frase romanticona: “E in pochi minuti sperimento tutto lo spettro delle emozioni. È così bella, anche con quella espressione smarrita negli occhi, che il primo impulso darebbe quello di abbracciarla”.

Io come al solito vi lascio con un “a presto”

Cecile

venerdì 27 settembre 2019

Recensione: La stanza delle farfalle di Lucinda Riley

Sognatori, oggi la nostra Martina ci parla di una delle sue letture estive. Curiosi di sapere di cosa si tratta?

Trama:

Alla soglia dei 70 anni, Posy vive ancora a Admiral House, la casa dove ha trascorso la sua infanzia a caccia di splendide farfalle e dove ha cresciuto i suoi figli, Sam e Nick. Ma di anno in anno la splendida villa di campagna è sempre più fatiscente e ha bisogno di una consistente ristrutturazione che Posy, con il suo impiego part-time nella galleria d'arte, non può proprio permettersi. Forse, per quanto sia doloroso abbandonare un luogo così pieno di ricordi, è arrivato il momento di prendere una difficile decisione. Coraggiosa e determinata, abituata a cavarsela da sola ma premurosa e sempre presente nella vita dei suoi familiari, Posy si convince a vendere la casa. Ma è proprio allora che il passato torna inaspettatamente a bussare alla sua porta: Freddie, il suo grande amore, l'uomo che avrebbe voluto sposare cinquant'anni prima e che era scomparso senza dare spiegazioni, è tornato e vorrebbe far di nuovo parte della sua vita. Come se ciò non bastasse, Sam, con le sue dubbie capacità imprenditoriali, si mette in testa di rilevare Admiral House e Nick, dopo anni in Australia, torna a vivere in Inghilterra. Esistono segreti terribili, il cui potere non svanisce nel tempo e solo il vero amore può perdonare. Posy ancora non sa che sono custoditi molto, troppo, vicino a lei.

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Il parere di Martina (prodotto acquistato)

Buongiorno, lettori. Oggi vi parlo dell'ultima uscita di una delle mie big preferite: Lucinda Riley. Lucinda anche questa volta si è dimostrata maestra nell'intrecciare passato e presente, trame su trame, vicende di personaggi differenti che convergono in un'unica storia complessa, articolata, avvincente. 500 pagine di fiato sospeso, tra segreti e cuori spezzati, dolori, rimpianti, pericoli. Ho letto pareri discordanti su quest'ultimo romanzo, che alcuni hanno giudicato non all'altezza dei precedenti. Ebbene, devo smentire queste opinioni perché, a mio parere, Lucinda si è davvero superata con questa storia. La protagonista è Posy, che in alcuni capitoli vediamo in veste di arzilla nonnina settantenne e in altri nei panni di una bambina messa a dura prova dalla vita. Sia la Posy bambina che quella adulta ha a che fare con altri personaggi e con vicende molto dolorose, che affronta in modo diverso, ma sempre con la stessa forza d'animo che la contraddistingue. È anche per questo che adoro tutte le protagoniste femminili della Riley, sono delle Donne con la D maiuscola, con gli attributi. Non importa quanto la vita le metta alla prova, le sue protagoniste riescono a trovare la forza per rialzarsi e lo fanno grazie all'energia più potente dell'universo: l'amore per la vita e per le persone care. Accanto alla vicenda principale, abbiamo in questo romanzo altre due storie che si intrecciano: quelle dei due figli di Posy. L'adorabile Nick torna dall'Australia e trova una ragione per restare, anzi, due, una delle quali sarà per lui una sfida ardua e dolorosa, che ha a che vedere con un passato del quale non ha mai conosciuto tutti i dettagli. L'altro figlio, Sam… beh, non voglio rovinarvi la sorpresa, ma ci porta dritti verso uno dei temi che mi stanno più a cuore, trattato talvolta con tinte forti, altre volte con una delicatezza che solo la penna di Lucinda è in grado di trasmettere. La terza persona ci consente una visione dall'alto, entriamo nella mente dei protagonisti maschili e femminili con passaggi armonici e ottimamente equilibrati. Sono pochissime le autrici che sanno utilizzare la terza persona senza far calare la tensione e il coinvolgimento. Lucinda è tra loro.
La stanza delle farfalle è una storia densa di mistero, le domande sorgono di continuo e portano il lettore a leggere con foga, senza mai staccare gli occhi dalle pagine, altro elemento che rende i suoi libri unici nel loro genere. Chi altri riuscirebbe a scrivere 500 pagine senza mai un rallentamento, senza una sola nota stonata? Così, piano piano, i segreti si svelano in un crescendo di emozioni e di curiosità che ci regalano, ancora una volta, un romanzo memorabile, degno del successo che Lucinda riscuote in tutto il mondo.
Assolutamente consigliato alle amanti del romance, ma non solo. Lo consiglio a chi ha bisogno di letture coinvolgenti, a chi ama i misteri, a chi vuole tuffarsi in un'avventura dalle mille sfaccettature, originale e caratterizzata da un saliscendi di emozioni. 

Valutazione: cinque stelle!