Sognatori, la nostra Rebecca ci parla oggi del romanzo Il terribile Tristan di Lisa Henry e Sarah Honey, edito Triskell Edizioni. Pronti a scoprire tutti i dettagli?
Trama
Leo Fisher ha costruito una vita impeccabile, ordinata e rispettabile. Tristan Montague è tutto ciò che potrebbe mandarla in pezzi: provocante, libero, scandaloso… e impossibile da ignorare.
Quando Leo eredita una vecchia casa a schiera a Newtown da suo zio, si aspetta muri da sistemare, documenti da firmare e qualche grana burocratica. Non si aspetta Tristan: il suo inquilino, bellissimo e sfacciato, capace di trasformare ogni certezza in un dubbio molto, molto tentatore.
Tristan non è esattamente un accompagnatore. È un Bad Boyfriend: per una tariffa modesta, si presenta agli appuntamenti e li trasforma in disastri così memorabili da convincere qualsiasi famiglia che forse il partner scelto dal figlio non è poi così male. Fingere di essere un pessimo fidanzato è facile. Essere un fidanzato vero? Assolutamente fuori discussione.
Almeno finché non incontra Leo. Dolce, goffo, corretto fino allo sfinimento, Leo risveglia in Tristan un desiderio imprevisto: infrangere la sua regola del “una volta sola”. Ma se Leo vuole davvero liberarsi dalle aspettative soffocanti dei suoi genitori, Tristan dovrà essere un Bad Boyfriend un’ultima volta. E dovrà farlo in modo spettacolare.
Link per l'acquisto: https://tinyurl.com/2s36fack
Il parere di Rebecca (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)
In questo bollente luglio, torno da voi con una recensione di un romance male to male. Oggi parliamo di Il terribile Tristan di Lisa Henry e Sara Honey.
I due protagonisti di questo romanzo sono Tristan e Leo. Due ragazzi che più diversi non potrebbero essere. Con due vite agli opposti.
Dopo il mese del Pride, questo libro casca a pennello. Come mai?, vi starete domandando?
Beh, perché Leo Fisher è il ‘gay giusto’. Quello silenzioso. Quello che passa inosservato. Non è eccentrico. Non cerca attenzioni. Non è appariscente. Non frequenta gay bar, non si trucca, non indossa pagliuzze e colori sgargianti. Vive la vita a basse frequenze, proprio come vogliono i suoi genitori. Quei genitori che accettano il figlio omosessuale ma solo se lo è come dicono loro. Quel figlio la cui omosessualità è scomoda, ma pur comoda per farsi propaganda politica.
Leo Fisher però non sa ancora che alla morte dello zio incontrerà Tristan. Tristan, oltre a essere di una bellezza quasi oltraggiosa, è appariscente, rumoroso, se ne infischia dell’opinione altrui. È esattamente il tipo di persona che ai genitori di Leo non piacerebbe.
Leo e Tristan si incontrano al funerale dello zio di Leo e mai siparietto fu più bizzarro. Tristan infatti crede che Leo fosse il toyboy di Jimmy.
I due hanno un breve scambio di battute non proprio simpatico e, benché Leo venga abbagliato dalla bellezza di Tristan, lo cataloga come uno stronzo.
Ma fra i due è solo l’inizio, perché Leo eredita la casa in cui Tristan e i suoi amici vivono e il sexy shop dove altri amici lavorano.
I due si avvicinano, e per Leo è strano accettare di vedersi con un ‘prostituto’… come per Tristan è strano che dopo il primo incontro intimo ne voglia ancora, e inventi scuse per giustificarlo a se stesso. Tristan che non si lega mai, che non concede mai una seconda uscita, beh, per Leo cambia.
La cosa che mi è piaciuta di questo romanzo è il contorno del vari amici e personaggi secondari, come si integrano bene e permettono alla storia di dipanarsi. Fra i due protagonisti ho preferito Leo, perché benché Tristan abbia la sua crescita, perché decide finalmente di legarsi a qualcuno, Leo è quello che si libera dalle catene. Dalle imposizioni dei genitori. Dalla vita grigia e anonima che vorrebbero imporgli. Leo inizia a essere a colori, a vivere di colori. Leo cresce, cambia, il suo personaggio acquista sfumature e profondità.
E poi il finale è una chicca. Non me lo sarei mai aspettata ma decisamente degno di nota e di un sacco di risate.
Il romanzo di per sé è carino, scritto bene, si legge tranquillamente, però non l’ho trovato una di quelle storie che ti restano nel cuore e per cui non vedi l’ora di mollare tutto per andare avanti con la lettura.
Lo consiglio comunque, perché è una lettura carina.
Ps: ovviamente il discorso iniziale sul tipo di ‘gay giusto’ si rifà alle tante polemiche contro il Pride e alla percezione e convinzione dei genitori di Leo.
Alla prossima!
Valutazione: 3 e mezzo.

Nessun commento:
Posta un commento