Sognatori, la nostra Kira ci parla oggi del romanzo Le donne che sfidarono gli dèi di Hannah Lynn, edito Newton Compton Editori. Pronti a scoprire tutti i dettagli?
Trama
Quando si è sposata per la prima volta, a dodici anni, Otrera sognava un’unione fatta d’amore. Un vero legame. Anni dopo, ridotta in miseria accanto a un marito violento, ha capito che con un uomo un rapporto del genere non può esistere. Per una donna, non resta che accettare il destino che le è stato imposto. Ma lei decide di ribellarsi. Radunando le donne intorno a sé, Otrera reagisce. Senza pietà. Perché le è chiaro che, quando il potere è nelle mani degli uomini, la libertà non viene concessa: si conquista con il sangue. Ed è un prezzo che è più che disposta a pagare se significa costruire una nuova vita per tutte, lontana dai loro aguzzini. Ma una comunità di donne – un esercito di donne – non può che attirare l’odio degli dèi e degli uomini. Questa è la storia di Otrera e delle prime Amazzoni.
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Il parere di Kira (prodotto fornito dalla Casa Editrice senza scopo di lucro)
Una storia apparentemente complessa, che si rivela molto scorrevole e di una semplicità unica ma curata nei minimi dettagli. Il libro di Hannah Lynn affronta con molta cautela ma veridicità, e a volte crudezza, il tema purtroppo odierno e sempre attuale della violenza perpetrata dagli uomini sulle donne, persone che sembrano essere fragili ma in realtà nascondono nelle loro anime una forza incredibile.
Nel romanzo sono presenti quasi solo figure femminili, vi è proprio un focus tutto dedicato alla donna che riesce a risollevarsi dal dolore fisico e mentale, dalla tortura psicologica, da quei momenti in cui sembra essere per davvero una creatura fragile seppur sempre meravigliosa e perfetta già solo perché dà la vita.
L’uomo, invece, soprattutto uno dei protagonisti che prende il nome di Morsimo, è sempre un carattere negativo in questa storia dalle mille sfaccettature. Riesce a rovinare, a distruggere ogni cosa che ha intorno, soprattutto è capace di annientare la donna anziché amarla e proteggerla, infatti nel romanzo si parla da un lato del terrore che incutono le stesse figure maschili nelle donne, ma dall’altro, la resilienza che è insita nelle figure femminili le quali non si abbattono e anzi sfidano uomini e dèi compresi.
Se infatti le donne comuni del romanzo odiano a morte gli uomini che le picchiano e le torturano, vendendole anche nei bordelli come prostitute, le figure delle dee sono più permissive ed è come se pensino che gli dèi uomini abbiano sempre ragione, possano fare ciò che vogliono, non pongono limiti all’orrore come invece fanno le giovani donne e anche le anziane che ad un certo punto sono talmente stanche, sfinite di dover sempre subire, perciò decidono di vendicarsi degli uomini che le conducono alla follia.
Importante sottolineare che il luogo principale in cui si svolge l’intera vicenda è Ninniya, ovvero un villaggio piuttosto particolare e anche deludente per la protagonista della storia, le ambientazioni comunque sono un tutt’uno con i personaggi principali e secondari. Il romanzo inoltre è come se ruotasse sempre sullo stesso punto cardine, ovvero quello della violenza sulle donne, ma è anche vero che benché la ripetizione possa sembrare esagerata, leggendo il libro ci si rende conto che è necessaria ai fini della buona riuscita della narrazione.
Lo stile è molto curato, il linguaggio semplicissimo ma deciso, sempre attinente al contesto in cui le vicende sono riposte e il tutto è ben concentrato in un clima freddo di violenza sì ma non troppo, in quanto si lascia spazio alla vita, alla speranza e anche, perché no, a un amore vero che non faccia soffrire né recare del male.
Valutazione: 5 stelle!

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